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Tragedia del Natisone

“Giorni angoscianti, ho capito il dolore del fratello”: il racconto delle ricerche di Cristian nel Natisone

Il sindaco di Premiaracco, Michele De Sabata, ha raccontato le settimane di ricerca di Cristian Casian Molnar nelle acque del Natisone dopo il ritrovamento del corpo. “Non riuscire a trovarlo era frustrante. Il fratello? Ho sempre capito il suo dolore”
A cura di Gabriella Mazzeo
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Sono terminate domenica 23 giugno le ricerche dell'ultimo disperso nella piena del Natisone, Cristian Casian Molnar. Il corpo senza vita del 25enne è stato ritrovato dopo più di 20 giorni di ricerche in una grotta situata sottacqua coperta da detriti, sassi e legno. Gli speleo alpini fluviali (Saf) dei vigili del fuoco hanno recuperato il cadavere che è poi stato riconosciuto presso l'obitorio di Udine dal fratello del giovane, Petru Radu Molnar.

Appare stanco ed emotivamente provato anche il sindaco di Premiaracco, Michele De Sabata, che per oggi ha proclamato il lutto cittadino. "Il tratto di fiume dove è stato trovato il corpo è molto complesso. Era stato battuto altre volte, ma è davvero difficile. Dopo aver portato avanti le ricerche per più di 20 giorni i soccorritori non riuscivano a trovare nulla ed era davvero frustrante. Una volta che il fiume lo ha permesso, con l'acqua più bassa, ci hanno riprovato" ha raccontato a Fanpage.it.

Immagino che queste settimane siano state molto difficili per lei e per i soccorritori che hanno lavorato per più di 20 giorni senza sosta.

Il tratto di fiume dove Cristian è stato trovato è uno dei più difficili e qui ci sono sassi, legno e grotte subacquee. È molto complesso trovare qualsiasi cosa o riuscire ad addentrarsi negli anfratti. Dopo 20 giorni di ricerche, una volta che il fiume lo ha permesso con l'abbassamento delle acque, i soccorritori hanno deciso di riprovarci. In queste settimane sono state schierate 1.600 persone per il ritrovamento del corpo, ma nessuno riusciva a riportarlo a casa. Era frustrante e angosciante per tutti.

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Dove è stato trovato il corpo di Cristian?

In un tratto del fiume non molto distante dal luogo dell'ultimo avvistamento dei tre ragazzi, poco prima che la corrente li trascinasse via. Parliamo di centinaia di metri di distanza da quel punto, normalmente non sarebbero tanti ma chi conosce quei luoghi sa che centinaia di metri possono nascondere un mondo. Bisognerebbe vedere il posto per capirne le difficoltà. Le ricerche sono state molto complicate. A un certo punto abbiamo pensato che le operazioni in acqua fossero finite. L'unica condizione per continuarle era che cambiassero le condizioni meteo. Si andava avanti con i cani molecolari, anche se non avevamo ottenuto i risultati sperati. L'abbassamento del livello delle acque ha spinto i soccorritori a riprovarci.

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E nella giornata di domenica c'è stata la svolta.

Le operazioni in acqua erano in corso da sabato. I soccorritori hanno lavorato in entrambi i giorni. Le condizioni meteo più favorevoli hanno permesso ai vigili del fuoco di individuare più in fretta il luogo in cui si trovava il cadavere di Cristian. Chi stava lavorando ha purtroppo avvertito il forte odore del corpo.

Quello dove si trovava il 25enne è un anfratto molto difficile, coperto da legname e detriti. Non è stato facile, né dal punto di vista pratico né per la psiche dei familiari e di chi ha portato avanti le operazioni. Quel tratto era stato percorso più volte dai vigili del fuoco, ma non eravamo riusciti a trovare niente.

In queste settimane si è interfacciato con il fratello di Cristian Molnar?

Certo e l'ho umanamente compreso. Era molto inquieto, non riusciva neppure a parlare con noi per via di barriere linguistiche non indifferenti. Lui parla tedesco e romeno, per capirci aveva bisogno di un interprete. Voleva spiegazioni sulle ricerche e sulle attività, anche se i soccorritori non erano autorizzati a raccontare le operazioni in corso. Abbiamo fatto il possibile per renderlo partecipe, ma lui si sentiva inerme e più di una volta ha provato a unirsi ai soccorritori. Una cosa che chiaramente non poteva fare perché si trattava di ricerche molto difficili che non possono essere compiute da chiunque.

Chi ha lavorato a queste operazioni era dotato di gps, tutti i soccorritori coinvolti sapevano in ogni momento dove si trovavano gli altri. Questo rende l'idea di quanto fosse difficile questo tipo di attività. Petru non riusciva a darsi pace, ho anche chiesto di farlo salire sull'elicottero dei vigili del fuoco per fargli vedere con i suoi occhi cosa stavano facendo, ma non è stato possibile perché c'era il rischio che potesse farsi male. Lui non ha mollato un minuto il luogo delle ricerche, anche se purtroppo a un certo punto si è molto isolato con il suo gruppo e con l'interprete. Le autorità però non lo hanno lasciato solo un attimo: il Consolato rumeno si interfacciava continuamente con noi chiedendoci cosa facessimo nel corso della giornata.

Per me è difficile spiegare la sensazione che possono provare 1600 persone che non trovano un corpo, è davvero frustrante. I soccorritori non erano di Premariacco, ma avevano imparato a conoscere il posto e non ottenere risultati era avvilente. Per la famiglia di Cristian sono molto addolorato, capisco anche molte esternazioni del fratello durante le ricerche.

Bianca Doros, Patrizia Cormos e Cristian Casian Molnar
Bianca Doros, Patrizia Cormos e Cristian Casian Molnar

Cioè?

Mi sono messo nei suoi panni, ho immaginato cosa avrei provato io in un luogo straniero dove nessuno parla la mia lingua. Molte sue affermazioni erano sicuramente guidate dalla frustrazione e dal dolore. Una situazione che avrebbe portato alla pazzia chiunque. Lo abbiamo ospitato con grande discrezione tra noi, lui era davvero provato e si è mantenuto in disparte anche se non ha lasciato un momento il luogo delle ricerche. A un certo punto ha cercato di organizzare lui stesso dei gruppi di ricerca con degli amici. Comprensibile, ma non era una cosa che potevamo autorizzare perché queste sono operazioni di grande rischio.

Ha notizie su quando saranno le esequie? Saranno in Italia?

Prima bisognerà capire se ci sarà da fare l'autopsia, ma se non dovesse essere disposto questo tipo di accertamento probabilmente la salma tornerà in Romania, nella sua patria, per i funerali.

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