Un migrante di nazionalità georgiana, ospite del Centro permanente per il rimpatrio (Cpr) di Gradisca d'Isonzo, in provincia di Gorizia, sarebbe morto ieri pomeriggio all'ospedale di Gorizia. Ne dà notizia l'associazione per i diritti delle persone migranti ‘Lasciateci entrare', che sui propri profili social denuncia "l'ennesima morte nei lager di Stato".

Gli attivisti, che hanno raccolto la denuncia e le testimonianze dagli altri ospiti del Centro, riferiscono che V. E. (queste le iniziali del suo nome) è morto ieri "per un malore, sopraggiunto in seguito alle percosse violente ricevute quattro giorni prima da parte degli agenti di polizia". Proseguono gli attivisti: "Non sappiamo se sia stato portato in ospedale e quando". All'agenzia Dire, i responsabili riferiscono ancora: "Adesso stiamo raccogliendo maggiori informazioni. Siamo in contatto anche con la comunità della diaspora dei georgiani in Italia, che hanno informato del caso la Tv nazionale georgiana ed il Dipartimento per i diritti umani della Georgia. Anche le associazioni per i diritti umani del Friuli si sono mobilitate per seguire il caso".

Secondo quanto ha scritto l'Ansa, riportando la notizia de ‘Il Piccolo', la vittima è un ragazzo di 20 anni, in attesa di espulsione perché senza documenti in regola e per questo rinchiuso nel Cpr di Gradisca. Secondo le ricostruzioni e le testimonianze raccolte il giovane sarebbe rimasto coinvolto in un pestaggio all'interno del centro, avvenuto il 14 gennaio. "Lo stavano tirando con le manette come un cane, non puoi neanche capire, questo davanti a noi tutti”, ha raccontato un altro migrante che ha assistito alla scena. Nella rissa il ragazzo avrebbe riportato ferite e lesioni tali da dover essere ricoverato in ospedale. Come ha raccontato il gruppo ‘No Cpr e no frontiere – FVG', V.E era pieno di lividi, dovuti alle manganellate ricevute.

Successivamente V. E. era stato dimesso dall'ospedale, arrestato e portato in carcere. Ritornato al Cpr, le sue condizioni si sono aggravate ed è stato nuovamente ricoverato in ospedale, dove è morto. La procura locale ha aperto un'indagine e, secondo il quotidiano di Trieste, nei prossimi giorni verrà disposta un'autopsia per chiarire le cause della morte.