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Morto di freddo a Genova, Seydou Diallo aveva moglie, figlio e lavoro: “In strada per l’alcolismo”

Seydou Diallo è morto di freddo nella stazione di Genova, nella notte tra il 4 e il 5 dicembre. L’uomo, che era arrivato in Italia per lavoro Anni ’80, si era separato dalla moglie un anno prima. La sua famiglia di origine risiede in Senegal ed è la terza più ricca del Paese.
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A cura di Gabriella Mazzeo
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Era nato in Senegal e si era laureato a Dakar: nonostante i viaggi in giro per il mondo e gli studi culminati in un master a Parigi, Seydou Diallo è morto di freddo nella stazione di Genova. Il 62enne aveva lavorato negli States e aveva fatto i bagagli tante volte, ma l'alcolismo e la lotta con la dipendenza lo avevano poi portato a vivere come senzatetto. L'uomo è morto da solo nella nottata tra lunedì 4 e martedì 5 dicembre, una delle più fredde delle ultime settimane. La notizia del suo decesso è stata diffusa dalla Caritas diocesana e fino ad allora, ben poco si sapeva dell'uomo scomparso. Seydou aveva però una moglie e una famiglia d'origine che da almeno un anno si chiedeva che fine avesse fatto.

La moglie del 62enne sarebbe stata contattata quando ormai era troppo tardi. Prima della sua morte, le autorità italiane non sapevano dell'esistenza di una famiglia di origine del clochard. "Perché non sono stata chiamata prima? Eravamo separati – ha spiegato la donna – ma io lo avrei aiutato. Nessuno nell'ultimo anno gli ha chiesto le sue generalità".

L'uomo, infatti, era un regolare cittadino italiano e sarebbe stato semplice risalire alla sua storia e forse, a quella moglie dalla quale era ormai separato ma che avrebbe voluto aiutarlo. "Amava questo Paese. Se gli avessero chiesto della sua identità e mi avessero cercata, io lo avrei aiutato".

Marito e moglie, spiega GenovaToday, avevano lavorato come coordinatori di progetto per diverse Ong in Paesi africani. Seydou si era occupato da manager della formazione scolastica dei bambini. La sua famiglia d'origine lo aveva sostenuto nei suoi progetti. "Era una famiglia ricca – ha raccontato ancora la donna al quotidiano -. Suo fratello è il terzo uomo più ricco del Senegal ed è a capo della principale azienda chimica del Paese. Spesso inviava denaro al fratello in Italia".

Nel nostro Paese, Seydou era arrivato per motivi di lavoro negli anni '80. Qui era stato coordinatore di progetto per Carità senza Confini Onlus in Zambia e per Africa Mission Cooperazione e Sviluppo in Uganda e per Global Cleaning Shop in Senegal.

Prima della separazione dalla consorte, aveva svolto mansioni in alcune realtà locali, come il canile di Arenzano. Prima di sposare la donna con la quale ha convissuto per 15 anni, aveva avuto un altro matrimonio. Dalla prima moglie, Seydou aveva avuto un figlio.

"Aveva un problema di dipendenza – ha raccontato ancora la moglie dalla quale si era separato da un anno -. Aveva tentato di curarsi più volte e alternava lunghi periodi da sobrio, come quando ci siamo conosciuti, a ricadute spaventose. L'alcolismo è stato il motivo della separazione consensuale. Ha continuato a vivere con me per un anno come disposto dal giudice e gli ho versato 15mila euro. Dal giorno del mio compleanno, il 21 ottobre del 2022, non ho avuto contatti diretti con lui. Credevo che si fosse trasferito a Rimini da un nipote".

Anche la famiglia dal Senegal lo cercava, ma nessuno aveva mai sporto regolare denuncia di scomparsa.

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