"Se ne è fatta un'eroina, e per quale merito, poi? Aveva problemi personali molto più grossi dei casini che ha combinato al lavoro". A parlare è un'ex collega anziana di Sissy Trovato Mazza, la poliziotta penitenziaria morta esattamente un anno fa dopo per un colpo di pistola alla testa, che le è costato due anni di agonia. In un giorno triste, quello del primo anniversario della morte della giovane agente di 29 anni, la famiglia Trovato Mazza e il Coordinamento donne della Polizia penitenziaria hanno condiviso foto con cui ricordavano affettuosamente la giovanissima agente. Il suo sorriso, la voglia di vivere, ma anche l'impegno che ha profuso nel suo lavoro a favore delle detenute e contro l'illegalità. Per tutta risposta alcune delle ex colleghe di Sissy all'istituto femminile ‘La Giudecca' di Venezia, carcere finito nell'occhio del ciclone per i rapporti illeciti tra personali e agenti e per un presunto traffico di droga dopo la morte di Sissy, hanno lasciato commenti carichi di astio, tra cui questo.

Ricordiamola pure, fa niente.

Ricordatevi anche che dal 1° novembre 2016 (giorno in cui Sissy è rimasta ferita alla testa, ndr) avete abbandonato tutte le altre poliziotte penitenziarie con cui le lavorava, che sono state coperte di insulti e diffamate. Vi è mai passato per la mente che quel sorriso uguale in tutte le foto fosse una maschera per celare problemi personali più grossi dei guai che aveva combinato al lavoro? Se ne è fatta un'eroina, ma per quale merito, poi? Fatemi sapere di quale esempio può essere per le donne in divisa e, visto che la porto anche io, per me.

Sissy è stata colpita da un proiettile calibro 9 esploso dalla sua arma di ordinanza, mentre si trovava nell'ascensore dell'ospedale di Venezia per una visita di controllo a una detenuta ricoverata, il 1 novembre 2016. Da allora l'istituto di pena femminile dell'isolotto lagunare è stato passato al setaccio dai media e dagli ispettori del Ministero della Giustizia. Un anno fa ai microfoni di Fanpage, una ex detenuta ha testimoniato di come la cocaina arrivasse in carcere eludendo le ispezioni e di come Sissy fosse stata marginalizzata dal personale (come raccontato dalla stessa Sissy alla sua direttrice) dopo averlo scoperto. Un'altra ex detenuta intervistata da Fanpage, invece, ha riferito che Sissy era stata vittima di un pestaggio da parte di altre due colleghe negli spogliatoi del carcere. Una spedizione punitiva per farla desistere dalla battaglia che aveva ingaggiato contro le storture del carcere.

Quattro anni e un'indagine per istigazione al suicidio in odore di archiviazione più tardi, per alcune delle colleghe di Sissy sembra essere peggiore lo il clamore sollevato dal caso sul carcere, che non la stessa morte della agente, sulla quale ancora ci affastellano dubbi e domande. Non è la prima volta, peraltro, che la famiglia di Sissy si imbatte in commenti negativi sulla memoria di Sissy, morta dopo aver scritto alla allora direttrice del carcere Gabriella Straffi, di aver notato ‘astio diffidenza e comportamenti strani da parte delle colleghe'. Per le colleghe anziane che con Sissy hanno condiviso vicende di cui niente si sa, la sua memoria resta un peso gravoso. Di diverso avviso alcune detenute della Giudecca che promettono importanti rivelazioni sul caso non appena avranno lasciato quel carcere. Da dietro le sbarre, infatti, si rifiutano di parlare, per paura di ritorsioni.