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Droga nascosta in bocca e passata coi baci ai mariti in carcere: sgominato gruppo dedito allo spaccio

Questo il sistema ideato da alcune donne a Molfetta, nel Barese, per alimentare lo spaccio di droga in carcere. 15 gli arresti. L’operazione dei carabinieri arriva a fronte di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani.
A cura di Biagio Chiariello
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immagine di repertorio
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Sui social apparivano con grandi quantità di denaro e scarpe costose, oppure in ristoranti di alto livello. Avevano organizzato un sistema per introdurre cellulari e droga in carcere, e per continuare a gestire la vendita dello stupefacente. A portarlo avanti erano sopratutto le donne dei detenuti: nascondevano la marijuana in bocca e tramite i baci la passavano ai mariti/compagni di turno dietro le sbarre.

Ci sono anche quattro donne tra le 15 persone arrestate nelle ambito delle indagini condotte dai carabinieri a Molfetta, nel Barese, ritenute componenti di un gruppo dedito allo spaccio di droga, detenzione di armi ed episodi di furti in casa. Le ordinanze, emesse dal gip del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura, sono state eseguite nella mattinata di ieri 13 giugno.

Dodici le persone finite in carcere, tre agli arresti domiciliari. Altre due persone sono state sottoposte alla misura dell’obbligo di dimora. Gli indagati hanno dai 18 ai 34 anni. Nel corso delle delle indagini sono state sequestrate dosi di droga, tra cui cocaina, hashish ed eroina nonché una pistola mitragliatrice e una Walther perfettamente funzionanti. Rinvenute anche 280 cartucce con munizioni.

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Non solo spaccio. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, gli arrestati si erano resi protagonisti anche di diversi furti in appartamento, soprattutto a danni di anziani di cui conoscevano abitudini e legami di parentela.

Eloquente in tal senso è il commento del capitano dei carabinieri della compagnia di Molfetta, Francesco Iodice:

Particolarmente odiose le modalità con cui compivano furti in appartamenti: monitoravano soprattutto persone anziane, seguivano gli spostamenti dei familiari e poi colpivano anche quando le vittime erano in casa. Spesso si fingevano tecnici o operai per introdursi in casa e compiere i furti".

I carabinieri hanno quindi sequestrato anche gioielli ed effetti personale rubati alle vittime.

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