"​Quella nave per me deve entrare, senza se e senza ma", a parlare è il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, commentando l'ennesimo braccio di ferro sui migranti raccolti in mare e che vede come protagonista ancora una volta la nave umanitaria Ocean Viking. Zingaretti ha ribadito la necessità di trovare un porto sicuro all'imbarcazione gestita dai volontari di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere, schierandosi apertamente per un suo approdo in Italia. Sulla Ocean Viking, oltre ai membri dell'equipaggio, vi sono ora 84 persone: naufraghi recuperati dai barconi in difficoltà nel Mediterraneo in due distinti salvataggi avvenuti nei giorni scorsi. Il primo salvataggio domenica scorsa quando sono stati recuperati da un gommone 50 persone tra cui anche 12 minori e una donna incinta. La seconda operazione di soccorso, invece, è avvenuta tra lunedì e martedì dopo che l'aereo Moonbird della Ong Sea Watch ha segnalato un gommone in difficoltà con 34 persone a bordo tra cui una donna incinta e un bambino di un anno.

A causa delle condizioni pessime del mare che metteva a rischio la vita di chi era a bordo, i migranti del gommone sono stati soccorsi nella notte dal veliero Jozefa che poi li ha trasferiti, nel mezzo di una tempesta, sulla Ocean Viking, più attrezzata ad affrontare il mare aperto. Da quel momento la nave umanitaria ha chiesto un porto sicuro in cui poter sbarcare tutti ma al momento si è di fronte a uno stallo. Come comunicano dalla stessa Ong Sos Mediterranee, si sono fatte avanti solo le autorità libiche che hanno indicato un Pos sulle proprie coste per sbarcare i migranti. Una indicazione respinta dall'organizzazione umanitaria in quanto la Libia è Paese non sicuro. "Le autorità marittime libiche ci hanno assegnato la Libia come posto in cui sbarcare gli 84 uomini, donne e bambini salvati. La Libia non è un luogo sicuro. Abbiamo richiesto un'alternativa che soddisfi i requisiti del diritto internazionale" hanno sottolineato da Sos Mediterranee.