Micron: azienda conferma licenziamenti, nuovo sciopero il 19 marzo

A cura di D. F.
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La multinazionale dell’informatica ha annunciato che manterrà la produzione in Italia, ma che comunque intende tagliare 419 lavoratori.

Micron, multinazionale del settore informatico che aveva annunciato di voler delocalizzare la produzione, ha reso noto che rimarrà in Italia ma non recederà sul taglio di 419 lavoratori negli stabilimenti in Sicilia e Lombardia. A renderlo noto sono stati i sindacati, che ieri hanno incontrato il vicepresidente della società Brian Henretty al ministero dello Sviluppo Economico. Il 19 marzo si terrà un nuovo incontro: in quel giorno – hanno annunciato i sindacati – verrà proclamato anche uno sciopero di 8 ore con iniziative locali: "E' inaccettabile – spiega il segretario generale della Fim della Lombardia Nicola Alberta – che l'azienda continui a mantenere sul tavolo i licenziamenti ventilando come soluzione, un ipotetico piano di ricollocazione nel mondo di 70 dei 419 tagli annunciati". Secondo il sindacalista "la questione del ritiro dei licenziamenti è prioritaria" e la Micron deve "dare risposte sul piano occupazionale che salvaguardino tutti i lavoratori". Quanto al piano di investimenti annunciato, Alberta lo ritiene "troppo vago" in quanto "occorre precisare meglio e più concretamente l'impegno industriale che si intende mettere in campo".

Alla fine di gennaio la Fim Cisl aveva reso nota, in una drammatica lettera a Papa Francesco, la situazione di decine di dipendenti disperati dello stabilimento di Catania: alcuni di loro erano stati costretti ad abortire vista la prospettiva di licenziamenti e la conseguente impossibilità di sfamare un figlio: "La multinazionale americana Micron ha messo 419 famiglie sul ciglio del burrone. Alcuni nostri colleghi che da poche settimane hanno ricevuto la grazia di aspettare un figlio, per sconforto e disperazione, pensano di ricorrere all’interruzione di gravidanza perché non potranno garantirgli un futuro dignitoso" si leggeva nello sconfortante messaggio inviato da alcuni delegati sindacali della Fim Cisl al Pontefice. Nella missiva si chiedeva al Santo Padre di intercedere per “aiutarci a portare alle famiglie la speranza nella vita che viene da Dio”.

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