“Mi hai ucciso il cane, ti ammazzo”: devasta l’ambulatorio e prende a pugni il veterinario a Ferrara

La morte della sua cagnolina durante un'operazione avrebbe scatenato una reazione di rabbia culminata in un tentativo di aggressione al veterinario e nel danneggiamento dell'ambulatorio. Per quei fatti, avvenuti a Ferrara l'8 febbraio 2024, un cinquantenne residente in provincia è ora imputato con le accuse di tentate lesioni, minacce e danneggiamento.
Il procedimento è approdato nei giorni scorsi davanti al giudice Giuseppe Palasciano. L'udienza, tuttavia, si è conclusa con un rinvio a causa del legittimo impedimento dell'imputato, che non ha potuto prendere parte alla seduta. La prossima comparizione è stata fissata per ottobre. Nel frattempo il veterinario coinvolto nella vicenda, assistito dall'avvocato Michele Ciaccia, ha presentato richiesta di costituzione di parte civile.
Secondo la ricostruzione della magistratura, tutto sarebbe iniziato dopo il decesso di una cagnolina di razza Shih Tzu sottoposta a un intervento chirurgico in uno studio veterinario della città. A informare il proprietario sarebbe stata la moglie, che aveva appreso per prima la notizia della morte dell'animale. Poco dopo, il cinquantenne avrebbe raggiunto l'ambulatorio deciso a confrontarsi con il medico che aveva eseguito l'operazione.
Una volta arrivato nella struttura, però, la situazione sarebbe degenerata rapidamente. Stando all'accusa, l'uomo avrebbe cercato di colpire il veterinario con un pugno, senza riuscire a raggiungerlo grazie alla pronta reazione del professionista, che sarebbe riuscito a schivare il colpo. Subito dopo sarebbero arrivate le minacce. Tra le frasi contestate dagli inquirenti figura anche: "Mi hai ammazzato il cane. Questa me la paghi, ti ammazzo".
Non riuscendo ad aggredire il medico, il cinquantenne avrebbe quindi rivolto la propria rabbia contro l'ambulatorio, provocando danni ad alcuni arredi e attrezzature. Tra gli oggetti indicati negli atti figurano un vaso e due interruttori della luce.
A evitare conseguenze più gravi sarebbe stato un intervento del tutto casuale. In quel momento, infatti, nella sala d'attesa si trovavano alcuni agenti del Nucleo Cinofilo della Polizia Locale Terre Estensi, presenti per accompagnare a visita i cani antidroga in servizio. Attirati dalle urla e dal trambusto provenienti dagli ambulatori, i poliziotti sono intervenuti riportando la calma e procedendo all'identificazione dell'uomo.
L'episodio ha dato il via agli accertamenti della Procura di Ferrara che, al termine delle indagini, ha disposto la citazione diretta a giudizio del cinquantenne, difeso dagli avvocati Francesco Andriulli e Guido Guida. Sarà ora il tribunale a valutare le responsabilità dell'imputato e a stabilire se i fatti contestati trovino conferma nel corso del processo.