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Mattia morto sul lavoro a Montebelluna: operai condannati, vertici assolti. Mamma: “Dolore che non fa respirare”

La sentenza del tribunale di Treviso in merito alla morte di Mattia Battistetti, 23enne morto schiacciato da gru nel 2021: assolti il responsabile dei lavori e il rappresentante dell’azienda La madre Monica Michielin: “Un ragazzo morto sul lavoro non meritava questo. Ci aspettavamo giustizia, chi ha ucciso mio figlio?”
A cura di Biagio Chiariello
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Mattia Battistelli
Mattia Battistelli

La sentenza è arrivata ieri mattina al tribunale di Treviso, dopo cinque anni dall’incidente e oltre venti udienze: il giudice Alice Dal Molin ha chiuso il processo per la morte di Mattia Battistetti, il 23enne di Montebelluna schiacciato il 29 aprile 2021 da un carico di 15 quintali di ponteggi caduto da una gru in un cantiere di via Magellano.

Tre imputati sono stati condannati a un anno e sei mesi di reclusione ciascuno, con sospensione condizionale della pena: Loris Durante, il gruista che manovrava l’attrezzatura quel giorno; Marco Rossi, responsabile del servizio prevenzione e protezione della ditta Bordignon; Gabriele Sernagiotto, coordinatore della sicurezza in fase esecutiva. Tutti e tre sono stati anche condannati al pagamento delle spese processuali.

Gli altri tre imputati – Bruno Salvadori (legale rappresentante della Essebi, ditta che montò la gru), Gian Antonio Bordignon (titolare del cantiere e responsabile dei lavori) e Andrea Gasparetto (legale rappresentante della Altedil, azienda per cui lavorava Mattia) – sono stati assolti con formula piena: “il fatto non sussiste”.

Il giudice ha disposto provvisionali immediate in favore dei familiari della vittima: 100mila euro ciascuno per i genitori Monica Michielin e Giuseppe Battistetti, 50mila euro per la sorella e 20mila euro a testa per i due nonni. La quantificazione del danno complessivo è stata rimandata a un separato giudizio civile. Nessuna provvisionale è stata riconosciuta all’altro operaio ferito quel giorno (Arben Shukolli) né alle parti civili sindacali (Cgil, Cisl, Anmil).

In aula, alla lettura della sentenza, la famiglia ha reagito con visibile emozione: i genitori e i parenti sono scoppiati in lacrime. Monica ha accusato un malore, è stata soccorsa dai sanitari del Suem 118 presenti in tribunale e si è ripresa dopo una decina di minuti.

La madre ha espresso profonda delusione: “Un ragazzo di 23 anni morto sul lavoro non meritava questo. Ci aspettavamo giustizia per Mattia, non tutta questa delusione e un dolore che non ti fa respirare”. Ha ricordato una lettera ricevuta dal Papa (“neanche quella è servita”) e ha aggiunto, in un’intervista al Fatto Quotidiano: “È molto difficile credere ancora nella giustizia in questo momento. Come si può dire ‘il fatto non sussiste’? Significa che mio figlio non è morto per un incidente sul lavoro? Chi l’ha ucciso?”.

Mattia Battistelli
Mattia Battistelli

Ha descritto il dolore familiare come insopportabile (“non chiudiamo occhio da un mese”, “una sedia vuota in casa per sempre”) e ha annunciato che faranno ricorso in Appello non appena usciranno le motivazioni, tra circa 60 giorni: “Mattia non era un numero, era un figlio con sogni e futuro. Merita verità e rispetto. Continueremo a combattere”.

Fuori dal tribunale si è tenuto un sit-in di protesta organizzato da Cgil e Cisl, con striscioni e slogan. I segretari generali Sara Pasqualin e Francesco Orrù hanno definito la sentenza “deludente”: “Non rende giustizia né a Mattia né ai troppi lavoratori vittime di infortuni mortali. Non è stato riconosciuto appieno il dramma della famiglia né la gravità di quanto accaduto”. Al presidio si sono unite delegazioni Fiom e Lamborghini di Bologna.

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