Mamma e figlia avvelenate con la ricina a Campobasso

Mamma e figlia morte per ricina, al setaccio i pc delle scuole: l’ipotesi che il bersaglio fosse Gianni Di Vita

Immagine
Sono terminate dopo circa cinque ore le verifiche sui 70 computer dell’istituto agrario di Riccia nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Antonella e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso. In settimana sono previste altre tre perquisizioni informatiche. Gli investigatori cercano tracce di ricerche sul veleno e indizi utili a chiarire chi fosse il bersaglio dell’avvelenamento.

Sono terminate dopo circa cinque ore le verifiche sui computer dell'istituto agrario di Riccia, in provincia di Campobasso, nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate con la ricina alla fine di dicembre 2025 a Pietracatella. Gli investigatori della Squadra mobile di Campobasso e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato hanno passato al setaccio i 70 computer presenti nella scuola, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito di un'amica di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime.

L'obiettivo è verificare se dai dispositivi siano state effettuate ricerche sul veleno. Ma tra gli interrogativi ancora aperti c'è anche quello relativo al possibile bersaglio dell'avvelenamento: e se l'obiettivo iniziale fosse stato proprio Gianni Di Vita, sopravvissuto all'intossicazione?

Pietracatella, perquisiti i computer dell'istituto agrario di Riccia

Quella di oggi è la prima delle quattro perquisizioni informatiche in programma questa settimana. Dopo l'attività nell'istituto agrario di Riccia, domani gli investigatori saranno al liceo scientifico dello stesso comune, dove insegna la professoressa amica di lunga data di Gianni Di Vita. Giovedì 15 ottobre sarà la volta del liceo classico di Campobasso, frequentato fino allo scorso anno da Sara e dalla sorella Alice. Venerdì 16 ottobre gli accertamenti interesseranno invece il liceo delle scienze umane di Casacalenda, dove insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni.

Gli specialisti della polizia sono ovviamente alla ricerca di eventuali tracce di navigazioni online inerenti alla ricina e ad altre sostanze velenose, con l'obiettivo di ricostruire quando siano state effettuate e, se possibile, risalire a chi abbia utilizzato le postazioni. Gli accertamenti possono riguardare anche dati cancellati ancora recuperabili. Il fatto che le verifiche siano state effettuate nelle scuole frequentate o frequentate professionalmente da persone vicine alla famiglia non costituisce, di per sé, un elemento di responsabilità a loro carico.

Ricina, l'ipotesi che il bersaglio fosse Gianni Di Vita

Tra gli interrogativi ancora aperti c'è quello relativo al possibile obiettivo del duplice avvelenamento. L'ipotesi investigativa è che Antonella e Sara possano non essere state le persone che chi ha somministrato il veleno intendeva colpire inizialmente. Il bersaglio potrebbe essere stato Gianni Di Vita, che aveva accusato un malore nei giorni di Natale ma è sopravvissuto.

È una prospettiva che si intreccia con gli approfondimenti sui rapporti personali e familiari ricostruiti dagli investigatori negli ultimi mesi. L'inchiesta si è concentrata anche sulla crisi del matrimonio tra Antonella e Gianni e sulle relazioni dell'uomo, tra cui quella con un'amica di famiglia che insegna matematica a Riccia. La donna e il marito, che lavora come tecnico di laboratorio nell'istituto agrario sottoposto oggi a verifiche, sono stati ascoltati dagli investigatori. Si tratta di circostanze al vaglio della Procura, che non costituiscono di per sé una prova di responsabilità.

Le verifiche sui computer si inseriscono nell'inchiesta coordinata dalla Procura di Larino per duplice omicidio premeditato, al momento contro ignoti. Le analisi tossicologiche hanno confermato un'intossicazione acuta da ricina per Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, mentre nei campioni di sangue di Gianni Di Vita non era stata rilevata la sostanza.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views