Giallo ricina, nella casa di Di Vita a Pietracatella sequestrati libri su omicidi e vecchi cellulari
Libri gialli che parlano di omicidi e vecchi cellulari. Sarebbero questi gli oggetti portati via dalla casa della famiglia Di Vita a Pietracatella, al termine dell’ultima perquisizione avvenuta ieri. Nella casa in cui vivevano Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, le due donne uccise lo scorso dicembre con la ricina, sarebbero stati in particolare trovati e sequestrati due volumi che appartengono a una trilogia della scrittrice inglese di thriller Holly Jackson: “Come uccidono le brave ragazze” dal quale è stata realizzata poi anche una serie tv e "Una brava ragazza è una ragazza morta”. E oltre ai libri sarebbero stati portati via due vecchi telefonini.
La casa in cui vivevano le due donne uccise dalla ricina era sotto sequestro da quasi un anno: i sigilli erano scattati il 28 dicembre e ieri, dopo oltre dieci mesi, la casa è stata dissequestrata ed è tornata ai proprietari. Ma prima è appunto avvenuta questa ultima perquisizione durata circa quattro ore che ha portato al sequestro di libri e telefonini. Oggetti che vanno ad aggiungersi a quelli già portati via nei mesi scorsi.
Le indagini sul giallo di Pietracatella, come ha confermato lo stesso capo della Squadra Mobile Marco Graziano, ovviamente proseguono dato che non c’è ancora un nome per l’omicida di mamma e figlia, ma almeno Gianni Di Vita, il marito e padre delle vittime, può tornare a casa sua. "Sono felice di aver riavuto le chiavi di casa”, ha detto quest’ultimo ieri ai giornalisti che lo aspettavano fuori dalla questura di Campobasso e a loro sembra aver confermato che tornerà subito a vivere lì.
Da parte dell’ex sindaco del comune molisinano, a quanto si apprende, non era comunque mai stata avanzata alcuna richiesta sul dissequestro della casa di famiglia ma, come ha detto anche il suo avvocato, evidentemente gli inquirenti ritengono non più utile il sequestro. Tra gli ultimi a entrare nella casa per tentare di risolvere il giallo della ricina erano stati gli specialisti del Robert Koch-Institut di Berlino: avevano raccolto 131 campioni e reperti, poi destinati agli accertamenti specialistici in Germania, ma i risultati di queste analisi non sono ancora noti.
Oltre all’ultima perquisizione questa settimana ci sono stati anche nuovi interrogatori: in particolare, la Squadra Mobile ha sentito i professori del liceo Classico di Campobasso, la scuola frequentata da entrambe le sorelle Di Vita già nel mirino di chi indaga nelle scorse settimane. In quell’istituto infatti sono stati acquisiti i dati di tutti i computer presenti e la stessa operazione è stata fatta anche in altre tre scuole della zona.