Madre e figlia avvelenate con Ricina, perquisizione lampo nello studio di Gianni Di Vita
Perquisizione lampo oggi nello studio di Gianni Di Vita, il papà e marito delle due donne morte avvelenate dalla Ricina lo scorso dicembre a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Dalle prime ore di questa mattina, infatti, agenti della squadra mobile di Campobasso e uomini del Servizio centrale operativo della polizia di Stato si sono presentati a sorpresa presso gli uffici usati dall’uomo per la sua attività professionale, con tutta probabilità per acquisire documentazione cartacea e informatica, andando via poco dopo.
Gli agenti, su ordine della magistratura che sta indagando sui due decessi sospetti, sono entrati intorno alle 9:00 di martedì nello studio di commercialista di Gianni di Vita che si trova sempre a Pietracatella e proprio di fronte all’abitazione di famiglia dove sarebbe avvenuto l’avvelenamento di madre e figlia 15enne durante il periodo natalizio. Ne sono usciti poco dopo ma al momento non è chiaro cosa stessero cercando nel dettaglio gli investigatori. Il fatto che gli agenti siano rimasti pochi minuti nell'edificio lascia ipotizzare che cercassero qualcosa di specifico o abbiano svolto comunque attività mirate.
Nel fascicolo per duplice omicidio aperto della Procura di Larino, però, continuano a non figurare indagati in attesa dei primi risultati degli accertamenti scientifici che sono stati svolti in Germania su disposizione degli inquirenti.