Lombardia, proposti corsi di educazione civica per i cittadini rom
Riccardo De Corato, consigliere regionale lombardo eletto nelle liste di Fratelli d'Italia, ha proposto la creazione di corsi di educazione civica per i cittadini di etnia rom, e una permanenza massima nei campi di tre mesi. I corsi, sottolinea il politico, "dovranno favorire la conoscenza e l'osservanza delle nostre regole di convivenza civile. Basta buonismo, che fa male anche ai nomadi. Finalmente regole certe e un atteggiamento lineare che aiuti a comprendere come inserirsi correttamente nella nostra realtà".
La legge presentata mira a sostituire "quella, ormai superdatata, del 1989". De Corato, quindi, aggiunge: "La nostra legge stabilisce che il periodo massimo di sosta nei campi è di tre mesi prorogabile solo in caso di minori che frequentino la scuola dell'obbligo (quando sia comprovata la loro regolare presenza in classe!)". I rom "sono popolazioni che si spostano da un territorio all'altro, non sono popolazioni stanziali". Dunque "non è corretto, come fa il Comune di Milano con argomentazioni ideologiche e ambigue, attivarsi per trovare loro un alloggio stabile impiegando soldi pubblici e versandoli alle associazioni del terzo settore per acquistare case per i nomadi".
Quella di De Corato è un'iniziativa che tradisce intenti discriminatori. Le popolazioni romanì in Italia, infatti, non sono affatto nomadi come egli sostiene. Nel nostro paese, infatti, vivono in case ed appartamenti 135 rom e sinti, mentre solo 35mila abitano nei campi. Tuttavia l'84% degli italiani ritiene che la popolazione romanì sia nomade. In realtà non è così da decenni e in tutta Europa il nomadismo riguarda solo il 5% dei rom.