La fase 2 dovrà essere orientata alla massima gradualità per scongiurare nuovo focolai epidemici. Lo ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, intervistato da Lucia Annunziata nel programma "Mezz'ora in piu'", su Rai3. "Abbiamo raggiunto un risultato importantissimo – ha aggiunto lo scienziato – ora dobbiamo cercare di mantenere il più basso possibile il rischio ed evitare un nuovo aumento di contagi, tenendo sempre in primo piano il numero dei pazienti in terapia intensiva. Per quanto siamo migliorati, non siamo fuori da questa tempesta. Bisognerà continuare con le misure di distanziamento sociale e le altre misure che hanno dato risultati concreti nella lotta al virus", ha spiegato, aggiungendo che "i test sierologici non daranno patente immunità".

Per quanto riguarda i bambini sono la fascia di popolazione meno colpita dal Covid-19 ma "possono essere infettivi e non abbiamo dati marcatamente solidi per dire che lo siano meno rispetto agli adulti", ha aggiunto Locatelli ricordando che "nelle ultime due-tre settimane stiamo assistendo a numeri progressivamente incoraggianti in termini di riduzione di soggetti contagiati e di ammalati presenti nelle terapie intensive" e che "senza il blocco delle attività produttive i numeri sarebbero stati ben più drammatici". Rispetto alla fase 2, Locatelli, ha precisato che "ci dovrà essere una ripresa graduale delle attività" a partire da "quella edile, manifatturiera e alcune commerciali per non trovarci di fronte a una nuova ondata epidemica". Inoltre, resta "fondamentale il comportamento individuale" perché "per quanto la situazione sia migliorata, non siamo fuori da questa emergenza". Quindi "dovremo immaginare un nuovo modo di vivere la vita di tutti i giorni. I trasporti sono uno dei settori più delicati – ha sottolineato -. Bisognerà evitare la concentrazione nelle ore di punta, aumentare le corse disponibili, incrementare la disponibilità dei dispenser con gel per igienizzare le mani e dare informazioni chiare ai cittadini. Dovremo inventare un modo diverso di vivere il mare – ha concluso -, dobbiamo riappropriarci di spazi della nostra esistenza ma senza vanificare lo sforzo fatto finora".