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Lo psicologo spiega come hanno trovato il bimbo scomparso a Ventimiglia: “Il silenzio ci ha portati da lui”

“Il bambino non si è allontanato per fuggire, ma per curiosità. Lo abbiamo cercato nel suo mondo: nella natura, nel silenzio”: parla lo psicologo Roberto Ravera che ha affiancato i carabinieri durante tutto il periodo delle ricerche del bimbo di 5 anni scomparso e poi ritrovato a Ventimiglia.
A cura di Giorgia Venturini
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Ha camminato per 3 chilometri e al posto di chiedere aiuto ha cercato riparo in un casolare. Si sta ricostruendo il tempo che ha trascorso da solo il bambino di 5 anni che la serata di venerdì 11 luglio si era allontanato dal camping Por la Mar a Ventimiglia per poi essere stato fortunatamente ritrovato dai soccorritori la mattina di domenica 13 luglio. Ma perché il piccolo ha cercato rifugio nel casolare e non ha cercato qualcuno che lo avrebbe potuto riportare dai genitori? Lo ha spiegato lo psicologo, Roberto Ravera, primario di Psicologia alla Asl di Imperia, che ha affiancato i carabinieri durante tutto il periodo delle ricerche. Ha parlato con i genitori per entrare nella mente del piccolo e cercare di capire dove poteva essersi nascosto. Una cosa è certa: "Il bambino non si è allontanato per fuggire, ma per curiosità. Lo abbiamo cercato nel suo mondo: nella natura, nel silenzio". Il bimbo – spiega lo psicologo –  ha la iperacusia, l’ipersensibilità ai rumori. Per questo motivo lui ha cercato il silenzio, soprattutto quando ha sentito il rumore degli elicotteri dei soccorritori che lo stavano cercando. Alla fine "proprio il silenzio ci ha condotti da lui". Ma del dettaglio come ha fatto il dottore a indirizzare i soccorritori?

Roberto Ravera ha parlato a lungo con i genitori e ha capito che il piccolo "ha una sensibilità particolare. Come molti piccoli con disturbo dello spettro autistico, ha una percezione sensoriale alterata. I rumori forti lo disturbano, la confusione lo disorienta. Ma ha anche abilità straordinarie: può camminare a lungo, affrontare sforzi fisici notevoli, mantenere lucidità anche in condizioni estreme. Questo lo rende un piccolo eroe, diverso, non fragile", come riporta in una intervista il Messaggero.

Ravera chiarisce anche subito che il bimbo non era fuggito: "Era mosso da curiosità, da uno stimolo improvviso. L’ambiente naturale, per alcuni bambini autistici, può essere persino rassicurante rispetto al caos umano. Il bosco ha suoni ovattati, odori familiari, spazi chiusi". Infatti il piccolo è stato trovato rannicchiato tra la natura: era disidratato ma lucido. Fondamentale quindi è stato consigliare i carabinieri e gli altri soccorritori su come muoversi, come pianificare le ricerche: il dottore avrebbe detto loro di "cambiare completamente approccio. Niente sirene, niente altoparlanti. Nessuna segnale forte". Anzi, è stata diffusa la "voce materna, musiche familiari, stimoli sensoriali". Così le ricerche si sono concentrate nei posti del bosco dopo "un bambino potesse sentirsi protetto. Alla fine Allen è stato trovato così, rannicchiato in uno di questi spazi".

Infine la gioia del ritrovamento: "Quando lo hanno individuato lì, nascosto in quel piccolo spazio, lucido e cosciente, è stato un colpo al cuore. È sopravvissuto da solo per due giorni, al buio, al freddo. Ha affrontato tutto con la sua logica, con la sua forza. In fondo, questo bambino è un piccolo eroe", conclude lo psicologo.

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