Leonardo morto suicida a 15 anni con l’arma del papà, dopo 2 anni la svolta: indagati 4 compagni di classe

È arrivata dopo quasi due anni la svolta nell'inchiesta sulla morte di Leonardo C., il 15enne che si era tolto la vita a Montignano di Senigallia con la pistola di servizio appartenuta al padre il 13 ottobre 2024: nelle scorse ore, infatti, la Procura per i minorenni ha iscritto nel registro degli indagati quattro suoi compagni di classe, due ragazzi e due ragazze, che oggi hanno tra i 17 e i 19 anni, ma che all'epoca erano tutti minorenni. Le ipotesi di reato sono atti persecutori e istigazione al suicidio. A darne notizia è l’avvocata di famiglia, Pia Perricci.
"I quattro indagati sono le stesse persone che i genitori avevano indicato fin dall'inizio come centrali ai fini dell'accertamento dei fatti – ha spiegato la legale in una nota -. Non cerchiamo condanne per rivalsa o vendetta, ma solo la verità che inseguiamo da due anni", ha detto facendosi portavoce dei genitori del ragazzo.
Leonardo si uccise a ottobre del 2024 con la pistola di servizio del padre, agente della polizia municipale. All'epoca, frequentava il primo anno di una nuova scuola. Secondo quanto ricostruito dalla famiglia e dal suo difensore, il quindicenne sarebbe stato bersaglio di insulti, violenze verbali e atti persecutori da parte di alcuni compagni. Una prima inchiesta si era chiusa con la richiesta di archiviazione del pubblico ministero, poi lo scorso aprile il gip del tribunale per i minorenni ha accolto l'opposizione della famiglia, che si era detta contraria anche per un difetto di notifica, imponendo alla procura minorile di Ancona di riaprire le indagini e di valutare i profili di stalking e istigazione al suicidio.
"Alla comunità rivolgiamo oggi un appello. Chi era presente. Chi ha visto. Chi ha letto messaggi. Chi ha assistito a episodi di umiliazione, isolamento o violenza psicologica. Chi, fino a oggi, ha avuto paura di parlare. Questo è il momento di farlo. Il silenzio protegge solo i dubbi. La verità, invece, protegge la memoria di Leonardo e restituisce dignità alla giustizia, oltre ad un mondo migliore per i nostri figli. Nessuno deve temere di raccontare ciò che sa. Ogni testimonianza può contribuire ad accertare i fatti e ad evitare che tragedie come questa possano ripetersi", ha aggiunto l'avvocato Perricci nella nota.