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30 Marzo 2022
10:29

Le tariffe dei concorsi truccati, 3500 euro per posto nei vigili del fuoco e 5000 euro per la polizia

Il tariffario dei concorsi truccati per diversi Corpi dello Stato scoperto dai carabinieri di Trapani nell’ambito di una indagine sui concorsi per i vigili del fuoco.
A cura di Antonio Palma
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Fino a 3500 euro a candidato per un posto nei vigili del fuoco e fino a 5000 euro per avere una corsia privilegiata nella polizia, erano questo i prezzi del tariffario per truccare i concorsi pubblici nei corpi dello stato e favorire candidati disposti a sborsare il prezzo, secondo l’ipotesi accusatoria della Procura di Trapani che ieri ha portato all’esecuzione di quattordici misure cautelari, di cui in carcere nei confronti di insospettabili funzionari dello Stato che avrebbero truccato i concorsi pubblici. Al centro di tutto ci sarebbe stato un dirigente dei vigili del fuoco di Alcamo in servizio a Catania che faceva parte di una sottocommissione d’esame. In casa sua infatti i carabinieri hanno rinvenuto un vero e proprio libro mastro con il tariffario, i nomi e gli esborsi per i vari corpi, dai pompieri alla polizia di stato, passando per la polizia penitenziaria.

L’inchiesta, partita nel 2020 a seguito di alcuni esposti, si era concentrata proprio sui concorsi truccati per i vigli del fuoco, dove il principale indagato aveva entrature più forti, ma il tariffario ha indicato anche sponsorizzazioni per altri concorsi in altri corpi, per i quali, sempre secondo gli inquirenti, venivano coinvolti alcuni sindacalisti di polizia che risultano tra gli altri indagati. L’indagine dei carabinieri e della sezione della Forestale presso la Procura di Trapani si è concentrata su tre concorsi. Quello per 250 posti di vigile del fuoco bandito nel 2016, quello per 1148 posti di agente della polizia del 2017 e infine 197 posti di agente penitenziario del 2019. Alla base di tutto, secondo i carabinieri, una scuola di formazione fittizia attraverso la quale i candidati venivano preparati e poi forniti delle risposte alle domande di concorsi di cui gli indagati entravano in possesso prima della procedura.

Tra i soggetti che, a vario titolo, avrebbero contribuito a falsare i concorsi, risultano 10 dipendenti di diversi Corpi dello Stato, tra cui un Ispettore dei Vigili del Fuoco e due poliziotti. Indagati anche i “raccomandati”, in servizio in tutta Italia. I reati contestati sono di vengono contestati i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio.

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