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Notizie sulla detenzione di Patrick Zaki in Egitto

L’arrivo in Italia di Patrick Zaki e la polemica sul volo di Stato rifiutato: “Torni come vuole”

La decisione di Patrick Zaki di prendere un volo di linea che dal Cairo lo porterà in Italia è corretta e coerente secondo Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, che ha commentato le polemiche di queste ultime ore.
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A cura di Susanna Picone
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Notizie sulla detenzione di Patrick Zaki in Egitto

Da giovedì, ovvero da quando Patrick Zaki è stato rilasciato dopo la grazia ricevuta dal presidente Al Sisi, non si fa che parlare del suo ritorno in Italia e della festa che Bologna sta organizzando per il suo studente, laureato con lode pochi giorni prima della condanna arrivata in Egitto.

E anche se l’attivista in Italia ancora non è arrivato – il suo viaggio continua a slittare – da almeno 24 ore si discute della sua decisione di partire con un volo di linea, e non con un mezzo messo a disposizione dal nostro Governo con tanto di passerella e photo-opportunity a Roma. Un rifiuto che secondo alcune fonti avrebbe irritato il governo – il senatore Gasparri, ad esempio, ha chiesto polemicamente se Zaki "troverà il tempo di ringraziare il governo italiano o al quale deve questo risultato" – ma in realtà il grazie dell’attivista per il decisivo contributo alla sua liberazione è arrivato subito.

Zaki in Italia con un volo di linea

L’ultimo in ordine di tempo a intervenire sulla questione è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto: a suo dire, la decisione di Zaki di non accettare il volo di Stato per rientrare in Italia dall'Egitto è stata "una scelta personale" che "ci ha fatto anche risparmiare dei soldi. Di conseguenza, va bene così’".

Prima di lui, nel pomeriggio di ieri, era intervenuto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: "È una sua scelta, non lo so. Ho parlato con l'ambasciata. Ritornerà con il volo di linea. A noi interessava liberarlo. Il governo ha lavorato per liberarlo, poi dopo sono sue scelte. Come vuole tornare, torna in Italia", le parole del ministro a margine del festival di Giffoni, tornando a rivendicare il successo dell'azione diplomatica del governo.

"Un cittadino egiziano può partire dal suo Paese come vuole, con lo strumento che vuole. Gli era stata offerta la possibilità ma non è un obbligo. Se lui non vuole, è una sua scelta, senza problemi", ha aggiunto Tajani.

A "difendere" Zaki c’è Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, secondo cui decidere di viaggiare su un volo di linea "non è un gesto di opposizione politica, ma un gesto di indipendenza". "La reputazione dei difensori dei diritti umani si basa sulla loro indipendenza dai governi. Ringraziano e apprezzano quando si fanno delle cose per loro, e infatti Patrick ha ripetutamente ringraziato governo e ambasciata", ha detto Noury.

Quando arriva Zaki a Bologna

Ma intanto la partenza per l’Italia di Zaki continua a slittare. Inizialmente atteso venerdì, poi sabato, nel pomeriggio di ieri ha annunciato lui stesso "un leggero cambiamento nei piani" che lo porteranno a Bologna non prima di domani, sempre via Milano e con un volo di linea. I documenti ufficiali per revocare il divieto di viaggio saranno finalizzati domenica a mezzogiorno.

Intanto Bologna lo attende. "Siamo molto felici per la liberazione di Zaki. Da più di due anni Bologna è accanto a Patrick anche quando era ancora uno sconosciuto per l'opinione pubblica. In tanti ci siamo mobilitati ed è stata una battaglia che abbiamo condotto per i diritti umani e la libertà di parola. Gli vogliamo consegnare la cittadinanza onoraria", le parole del sindaco Matteo Lepore.

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