Dopo l'arresto per evasione dai domiciliari di Emilio Fede, mentre cenava a Napoli con la moglie, lo stesso ex direttore del Tg 4 ha commentato la vicenda, affermando: "È stato terrorizzante. Mi sono venuti ad arrestare per evasione perché non ho atteso le disposizioni per i servizi sociali. Si sono presentati quattro militari, come fossi il peggiore dei delinquenti". Oggi, giorno in cui compie 89 anni, è la moglie a parlare con la stampa, in un'intervista a Repubblica. Diana De Feo, giornalista ed ex senatrice del Pdl, spiega che i due sono usciti per cenare in un ristorante in quanto la cucina dell'albergo in cui Fede risiedeva sarebbe stata chiusa. "Siamo usciti perché non potevamo stare digiuni e lì sono arrivati i carabinieri".

E sul perché Fede, che sta scontando i domiciliari nella sua casa di Milano, si trovasse nel capoluogo campano, afferma: "Mio marito oggi compie 89 amni e viene spesso a Napoli per ragioni di salute ed è un suo diritto, ma hanno iniziato cercarlo ovunque come se fosse un pericoloso criminale in fuga". De Feo racconta che i militari si sarebbero anche recati nella sua casa al Vomero, a Parco Grifeo, in ricerca dell'ex direttore. E quindi polemizza: "Ormai siamo in un Paese dove i condannati al 41 bis sono fuori e due persone normali, marito e moglie, non possono andare a cena insieme". Non tutti però sono d'accordo. Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare Antimafia, aveva ironizzato su Facebook: "A 89 anni il rispetto delle regole non è dovuto? Ricordo che dopo le cene eleganti si lamentava di esser rimasto al verde. Poverino". Mentre Alessandro Di Battista aveva scritto che finalmente la stagione di impunità di Fede fosse finita grazie al M5s. "Certa gente per dimostrare di esistere dice cose contro qualcun altro", taglia corto De Feo.

La giornalista spiega quindi che non sa se il marito resterà o meno a Napoli adesso, spiegando che Fede andrebbe da Milano a Napoli a seconda delle esigenze di salute, in quanto sarebbe seguito da dei medici anche nel capoluogo campano, oltre che in quello lombardo. Ciò che è certo è che dovrà svolgere un periodo di servizi sociali: "Potrebbe spiegare a tutti cosa vuol dire la comunicazione, come comunicare in modo diretto ed efficace. Restano in pochi a saperlo fare. Credo che gli dovrebbero assegnare, tanto per fare un esempio, dei corsi di comunicazione. Avrebbe tanto da insegnare", suggerisce De Feo. E conclude: "L'Italia è diventata un Paese davvero strano. Un paese dove non c'è altro da fare se non andare a caccia di noi, di un 89enne. E così i carabinieri devono perdere il tempo con queste sciocchezze mentre i criminali al 41 bis escono dalle prigioni".