"La didattica a distanza è una misura che io per prima ho voluto ma è una misura che può essere applicata per un dato temporale limitato. La scuola però è altro e gli studenti hanno ragione a voler tornare in classe. Non penso che si possa recuperare in estate, bisogna farlo ora". È tornata a parlare di Dad la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina. Lo ha fatto intervenendo questa mattina alla trasmissione Uno Mattina su Rai 1 in cui ha fatto il punto della situazione del comparto scolastico, tra le polemiche sulla riapertura degli istituti e le risorse che il Governo intende mettere a disposizione per il personale, che la ministra ha definito di "importanza strategica".

Per quanto riguarda il rientro in classe, soprattutto delle superiori, solo tre Regioni hanno seguito le indicazioni dell'Esecutivo, facendo tornare tra i banchi i propri studenti. Si tratta di Toscana, Valle d'Aosta e Abruzzo, che si sono unite alle Province autonome di Trent e Bolzano, in aula già da 7 gennaio insieme ad elementari e medie. Tutte le altre hanno deciso di rinviare, in un arco temporale che va dal 18 gennaio al primo febbraio, in attesa di scoprire l'andamento della curva epidemiologica. "Come Governo – ha detto Azzolina – abbiamo lavorato città per città per permettere, con azioni concrete, il rientro a scuola. Abbiamo lavorato su mezzi pubblici, igienizzanti, mascherine. Sono state fatte azioni concrete e reali; quando i governatori decideranno che i ragazzi possono tornare a scuola potranno farlo, è tutto pronto. I soldi per i trasporti sono stati dati; sono stati organizzati dei piani con i prefetti. Il problema è di sicurezza sanitaria ma non dobbiamo far finta di non sapere che i ragazzi di pomeriggio escono per un bisogno di socialità".

Trattandosi di un settore centrale per la vita del Paese, la ministra ha sottolineato l'importanza di far rientrare gli insegnanti tra le categorie prioritarie nella campagna di vaccinazione contro il Covid-19. "Il personale scolastico è di importanza strategica – ha sottolineato -, non a caso dopo gli anziani e il personale sanitario saranno vaccinati a partire dai soggetti più fragili". Sui ristori per il settore, Azzolina ha detto che "è più facile chiudere la scuola perché la scuola non ha bisogno di ristori. Sarò io oggi a chiedere i ristori formativi: ci sono anche bambini della scuola primaria che sono andati a scuola meno ma so bene che vengono da 3 mesi di dad dell'anno precedente. Chiederò ristori formativi per fare apprendimenti potenziati anche nel pomeriggio, per fare educazione all'affettività e incrementare l'aiuto psicologico: ora bisogna intervenire non di certo in estate". Sul Recovery Fund: "Sulla scuola abbiamo messo 7 miliardi; nel Recovery sulla scuola ci sono oltre 27 miliardi considerando tutti i fondi europei. Con questa cifra si può mettere a punto un piano a 360 gradi per risollevare l'istruzione che è stata negli anni maltrattata, ‘messa in uno sgabuzzino' e che va finalmente risollevata".