Domani, lunedì 11 gennaio, è il giorno scelto dal governo per il ritorno a scuola degli studenti delle superiori, seppur con didattica in presenza al 50 per cento. Una decisione che l'Esecutivo ha perseguito con ogni forza, come ha ricordato in una intervista al Corriere della Sera delle ultime ore la ministra dell'Istruzione, LuciaAzzolina: "Il governo ha fatto tutto quello che poteva e gli impegni li ha mantenuti grazie anche al lavoro importante dei prefetti e della comunità scolastica – ha sottolineato -, vorrei ricordare che il 23 dicembre è stata firmata all'unanimità l'intesa con le Regioni che prevedeva il rientro il 7 gennaio", lamentando che se i ragazzi non torneranno in aula è per colpa delle Regioni: "Sono loro a chiudere anche se il resto è aperto". Ed in effetti tra qualche ora solo in tre regioni è in programma la riapertura delle scuole.

Le regioni in cui le scuole riaprono domani

Si tratta infatti di Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta, che hanno confermato la riapertura delle scuole superiori lunedì 11 gennaio dopo le vacanze di Natale e che si sono andate ad aggiungere alla Provincia autonoma di Trento, e anche in quella di Bolzano, dove gli studenti sono tornati in classe lo scorso 7 gennaio insieme alle elementari e alle medie, anche se con una didattica in presenza del 50 per cento. Tutte le altre Regioni hanno invece deciso di rinviare il rientro in classe e di continuare con la Dad in attesa di scoprire l'andamento della curva epidemiologica e verificare un'eventuale impennata di nuovi casi Covid dopo le feste.

Le date del ritorno in classe regione per regione

Così, il 18 gennaio torneranno a scuola gli studenti delle superiori di Molise, Puglia, Lazio, Liguria, Piemonte. Dopo una settimana, il 25 gennaio, toccherà a Campania, Emilia Romagna, Umbria e Lombardia. Gli ultimi a rientrare saranno gli studenti della Calabria, Veneto, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Marche e Basilicata: per loro il rientro è previsto addirittura il primo febbraio. Di scuola, intanto, si parlerà di certo anche nel nuovo Dpcm, che il governo discuterà domani e che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo 16 gennaio. Nel testo in questione dovrebbe essere introdotta una nuova zona bianca, per le regioni con Rt sotto lo 0,5, nella quale sarebbero aperte tutte le attività e le scuole.