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29 Luglio 2019
16:40

La mamma di Davide, vittima di un incidente: “Se fosse morto un cane non mi avrebbero abbandonata”

La lettere inviata al Pubblico Ministero Pierpaolo Montinaro da Alessandra D’Adamo, mamma di Davide Cazzato, il 19enne morto insieme a due amiche lo scorso marzo in seguito ad un incidente stradale verificatosi a San Pietro Vernotico, nel brindisino: “Se quella notte mi avessero ammazzato un cane avrei avuto certamente dalla mia parte animalisti e persone di buon senso, ed invece mi sento abbandonata. Voglio la verità”.
A cura di Ida Artiaco
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"Questa non è una lettera per smuovere compassione o pietà nei miei confronti o nei confronti di mio figlio e della mia famiglia, ma semplicemente è un modo per reclamare la giustizia, che meritano i ragazzi venuti a mancare quella notte maledetta". Comincia così la lunga missiva inviata al Pubblico Ministero Pierpaolo Montinaro da Alessandra D'Adamo, mamma di Davide Cazzato, morto a 19 anni alla fine dello scorso mese di marzo in un terribile incidente stradale verificatosi a San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi. Quella sera, oltre a Davide, persero la vita anche Sarah Pierri, 18 anni, e Giulia Capone, la più piccola del gruppo e ancora minorenne. Stavano tornando da una festa di compleanno quando a bordo della loro Fiat Punto sono prima finiti contro un muretto e poi contro una Chevrolet che arrivava dal lato opposto, per cause ancora in via di accertamento. Giulia e Davide sono deceduti sul colpo, Sarah durante il trasporto in ospedale.

Eppure, a distanza di quattro mesi da quel tragico incidente, sono ancora molti i punti oscuri della vicenda, per chiarire i quali la mamma di Davide ha deciso di scrivere direttamente al pm che segue le indagini per scoprire la verità. "In questo momento – si legge nella missiva, giunta alla redazione di Fanpage.it – sento di dover lottare per conoscere tutta la verità su quello che è accaduto, e dare ai piccoli angeli venuti a mancare, la giustizia che
meritano". Alessandra racconta che "dopo essere venuti a conoscenza dei contenuti delle dichiarazioni, delle affermazioni, delle perizie e non di meno dei verbali dei carabinieri, siamo giunti alla conclusione che è necessario fare chiarezza con approfondimenti: abbiamo ravvisato contraddizioni e discrepanze. Penso che se quella notte mi avessero ammazzato un cane avrei avuto certamente dalla mia parte animalisti e persone di buon senso, ed invece mi sento abbandonata".

Passa poi ad elencare una serie di contraddizioni che secondo lei sarebbero decisive. "Provo un senso di rabbia e di sfiducia nel vedere come è stata trattata questa terribile vicenda che ha distrutto per sempre la vita di tre famiglie. Ci sono dei verbali dei carabinieri che dichiarano l'ora dell'incidente alle 02:10; verbali dei carabinieri che dichiarano, invece, l'ora dell'incidente alle 02:20; e ancora verbali dei carabinieri che dichiarano l'ora dell'39;incidente alle 02:37. Ora, le domande che mi pongo, giorno e notte ormai da 4 mesi infernali, sono: Qual è l'orario reale dell'incidente? Chi realmente è intervenuto per primo? Perché il conducente dell'altra auto non è stato sottoposto ad alcun test? Perché i conducenti oggi indagati continuano a guidare?".

Insomma, tante domande che ancora devono trovare una risposta. "I motivi delle mie domande, delle mie contestazioni e dei miei dubbi, purtroppo sono leciti e giustificati non dal dolore, dalla rabbia o dalla perdita
subìta (come potrebbe pensare qualcuno) ma da una serie di discrepanze e mancanze, che non possono essere accettate come errori". Infine, Alessandra denuncia il fatto che il ragazzo alla guida delle Chevrolet che quella sera si è scontrata con la Fiat Punto su cui viaggiava Davide "ha iniziato a filmare una diretta su Facebook, riprendendo mio figlio sull'asfalto, ormai privo di vita, con i carabinieri vicino e che in quel momento non hanno provveduto alla salvaguardia del corpo di mio figlio, oltraggiando i miei sentimenti e quelli dei miei famigliari, oltre che, più di tutto, mancando di rispetto alla dignità di mio figlio. Da una madre che crede nella giustizia, pronta a tutto pur di raggiungere la verità insieme alla sua famiglia più unita e più forte che mai, con la fiducia che le porgo, nel consegnare al più presto alla giustizia, i colpevoli di questa triste e intricata vicenda".

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