La denuncia dalla Sardegna: “Io sono rimasto senza cattedra e il bimbo a cui facevo sostegno senza prof”
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"La Sardegna ha un milione e mezzo di abitanti, non contiamo niente. Siamo trascurati perché siamo la periferia dello Stato. Molti vanno al Nord perché lì ci sono molte più cattedre, e anche io ci ho pensato, ma sostenere le spese con lo stipendio di un docente precario non è possibile". Essere un docente precario è difficile, ma secondo Luca esserlo in Sardegna lo è ancora di più, per il sommarsi tra i problemi cronici dell'isola e quelli sistemici dell'accesso all'insegnamento.
A Fanpage.it racconta cosa vuol dire vivere da docente precario: "Sono laureato in geologia ma ho perso le speranze di insegnarla a scuola perché le cattedre sono davvero pochissime. In tutta Italia sono solo tre gli istituti con indirizzo minerario: uno a Iglesias, qui in Sardegna, e poi in Veneto e Sicilia".
"L'algoritmo mi ha saltato"
Per questo, ha scelto di entrare a scuola seguendo il tirocinio TFA, attraverso cui i docenti laureati in altre materie si specializzano sul sostegno. Neanche questo è bastato, però, contro il temuto algoritmo delle supplenze. Le graduatorie da cui le scuole attingono i docenti anno per anno vengono passate in rassegna da un algoritmo, ma c'è un problema: se per qualche motivo si viene saltati, l'algoritmo non torna più indietro e quell'anno è perso.
"Pur essendo in alto in graduatoria l'algoritmo mi ha saltato. Il paradosso è che non è stata neanche assegnata, quindi mentre io sono a casa senza lavoro, il bambino che seguivo è in classe senza insegnante di sostegno. L'ho saputo pochi giorni fa dalla madre".
"In Sardegna totale spopolamento: le classi non ci sono più"
La Sardegna è tra le regioni che nel 2025 ha subito il calo demografico più importante dopo Molise e Basilicata. Un fenomeno che si riflette anche sull'occupazioni dei docenti: meno alunni significa meno classi da coprire.
"L'anno scorso – spiega – ero in una scuola media del Sulcis Iglesiente. Nella prima erano in 5 alunni, nella seconda erano in 11 e una terza dove erano in 12. Con questi numeri come possiamo sperare di restare? Di anno in anno vedo che le cose non fanno che peggiorare".