In foto: Matteo Salvini.
in foto: In foto: Matteo Salvini.

Ancora guai in vista per Matteo Salvini. La Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio – dopo aver disposto l'archiviazione –  ha trasmesso gli atti sui voli di Stato del segretario della Lega ai colleghi della sezione penale. Dopo aver indagato sui trasferimenti dell’ex ministro dell’Interno i magistrati contabili  hanno concluso che quei voli hanno rappresentato per Salvini un vantaggio, anche se nel merito non ci sarebbe stato per le casse pubbliche un danno erariale. Ora, al termine dell’istruttoria, i pubblici ministeri contabili hanno determinato che si è trattato di un utilizzo illegittimo dei mezzi che in linea teorica dovrebbero essere utilizzati solo per alti fini istituzionali e non per ordinari spostamenti. La parola passa a questo punto ai magistrati della procura di Roma.

Corte dei Conti: "Voli di Stato non servono ad agevolare attività istituzionale"

Secondo la magistratura contabile – che ha trasmesso il fascicolo alla Procura di Roma – per quanto di propria competenza "non sono emersi dall'istruttoria elementi sufficienti per sostenere in giudizio una contestazione di responsabilità amministrativa", si legge nel dispositivo a carico di Salvini. Secondo la Corte dei Conti, anzitutto, "è appurato, effettivamente, che a partire dal primo giugno 2018 risultano effettuati, per trasferimenti in ambito nazionale del Ministro dell'Interno e di altro personale al seguito (scorta, capo segreteria, capo ufficio stampa, ecc.) 20 voli con aereo P.180 e 14 voli con elicotteri in dotazione al Dipartimento di P.S., nonché un volo con aereo P.180 in dotazione al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco". La normativa vigente del 2011, poi, prevede che i voli di Stato debbano "essere limitati al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Corte costituzionale, salvo eccezioni che debbono essere specificamente autorizzate" e che "i velivoli suddetti sono stati acquistati per finalità prettamente operative e non per il trasporto di autorità, neanche per agevolare lo svolgimento della loro attività istituzionale".

Corte dei Conti: "Da Salvini uso illegittimo, ma nessun danno erariale"

Tutto ciò per spiegare che è "illegittima la scelta di consentire l'uso dei menzionati velivoli per la finalità di trasporto aereo del Ministro e del personale al seguito", tuttavia  "considerato che i costi sostenuti per tale finalità non appaiono essere palesemente superiori a quelli che l'Amministrazione dell'interno avrebbe sostenuto per il legittimo utilizzo di voli di linea da parte del Ministro e di tutto il personale trasportato, al suo seguito", per la Corte dei Conti non è possibile "dimostrare la sussistenza, nella fattispecie, di un danno erariale, né, a fortiori, di procedere a una sua quantificazione". Per questo è stato deciso di chiudere la vicenda con un decreto di archiviazione, trasmettendo comunque gli atti alla Procura di Roma.

Salvini: voli di stato anche per attività di partito e comizi?

Che vi fosse un'indagine in corso da parte della Corte dei Conti era probabilmente noto a Salvini. L'ex vicepresidente del Consiglio infatti a maggio durante un comizio a Napoli aveva ironizzato: "Tornerò, non più in aereo ma in bicicletta, perché qualcuno sta lì a guardare come vengo… uso l’aereo per lavorare, non per venire a mangiare una pizza sul lungomare". In realtà però i magistrati contabili avevano deciso di vederci chiaro e messo nel mirino una ventina di voli di stato presi da Salvini nel corso di 11 mesi per partecipare a eventi non solo istituzionali, ma abbinati spesso ad iniziative di partito. Il Dipartimento di Pubblica sicurezza aveva precisato, con una nota ufficiale, che il ministro ha diritto ai voli di Stato per ragioni di sicurezza, e il Viminale aveva specificato che l’allora ministro non aveva "mai usato" questi voli "per motivi estranei a quelli legati al suo ruolo istituzionale". Ora, al termine dell’istruttoria, i pubblici ministeri della Corte dei Conti hanno concluso che si è trattato di un utilizzo illegittimo dei mezzi che teoricamente dovrebbero essere usati solo per alti compiti istituzionali e non per spostamenti ordinari.