La posta dei lettori

“La benzina costa troppo: per lavorare sono tornata nella mia cameretta da bambina, vedo mia figlia solo nel weekend”

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A cura di Redazione
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Fanpage.it riceve e pubblica la lettera di una mamma e lavoratrice a tempo pieno che si è trovata costretta a rinunciare a tornare a casa tutte le sere: “Vivo con la mia famiglia fuori dalla città in cui lavoro e, per recarmi ogni giorno sul posto di lavoro, devo percorrere oltre 60 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno. Sono tornata a casa dei miei genitori in settimana”.

Guerre e le speculazioni finanziarie stanno trascinando milioni di italiani nella povertà: con l'aumento senza freni dei costi del carburante fare il pieno è diventato un lusso per milioni di persone che ogni giorno devono andare al lavoro. Se sei una di loro, puoi raccontarci la tua storia e le tue difficoltà compilando questo form o inviando una mail a segnalazioni@fanpage.it.

Fanpage.it raccoglie e pubblica il racconto di una nostra lettrice che spiega come concretamente sta cambiando la sua vita a causa dei continui rincari. Come Sergio, che ci ha raccontato di come da alcuni mesi a questa parte l'incidenza dell'aumento del prezzo del petrolio è iniziata a diventare un serio problema, anche Sara (nome di fantasia) di recente si è trovata costretta a prendere una decisione che mai avrebbe pensato di dover prendere. Durante la settimana resta a vivere nella città in cui lavora, a casa dei suoi genitori, lasciando sola la sua bambina col padre. "È una scelta che mi pesa moltissimo dal punto di vista emotivo – ci scrive – . Non nasce dal desiderio di avere più comodità, ma semplicemente dal fatto che non riesco più a permettermi economicamente di tornare a casa ogni giorno".

La lettera a Fanpage.it

Sono una mamma e una lavoratrice full-time. Vivo con la mia famiglia fuori dalla città in cui lavoro e, per recarmi ogni giorno sul posto di lavoro, devo percorrere oltre 60 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno. Fino a qualche tempo fa riuscivo, con non pochi sacrifici, a sostenere questa situazione. Oggi, con l’aumento del costo della benzina e più in generale delle spese legate agli spostamenti, sta diventando economicamente impossibile.

Tra carburante, autostrada, parcheggio e le altre spese necessarie per raggiungere il luogo di lavoro, arrivo a spendere oltre 400 euro al mese. Una cifra enorme per il mio stipendio, quasi equivalente alla rata mensile del mutuo di casa. Il paradosso è che una parte consistente di quello che guadagno lavorando se ne va semplicemente per poter andare a lavorare.

Per questo sono stata costretta a prendere una decisione che mai avrei pensato di dover prendere: durante la settimana rimango nella città in cui lavoro e dormo a casa dei miei genitori, nella stessa cameretta in cui vivevo da ragazza. Torno a casa mia, dalla mia famiglia e soprattutto da mia figlia, soltanto nel fine settimana.

È una scelta che mi pesa moltissimo dal punto di vista emotivo.Non nasce dal desiderio di avere più comodità, ma semplicemente dal fatto che non riesco più a permettermi economicamente di tornare a casa ogni giorno.

Lavoro a tempo pieno, ho una casa, un mutuo e una famiglia, eppure mi trovo nella situazione paradossale di dover vivere lontano da mia figlia per buona parte della settimana perché il costo necessario per raggiungere il mio posto di lavoro è diventato troppo alto.

Credo che storie come la mia raccontino un aspetto di cui si parla ancora troppo poco quando si discute dell'aumento del prezzo dei carburanti: per chi è costretto a spostarsi ogni giorno per lavorare, non significa semplicemente spendere qualche euro in più al distributore. Può significare dover cambiare completamente la propria vita familiare. Grazie per l’attenzione e per lo spazio dedicato a queste storie.

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