La posta dei lettori

“Vivo in Svizzera perché qui c’è la tomba di mia figlia, ma respiro solo tra gli scogli della mia Sardegna”

Avatar autore
A cura di Redazione
Immagine
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una donna che ha lasciato la sua terra a 22 anni: “Tiro avanti, ma sto meglio solo quando vado in Sardegna. Tra gli scogli, a sentire le onde del mare e i suoi profumi, lì ricomincio a vivere”.

Se anche tu hai lasciato la tua città per studiare o lavorare e oggi fai i conti con il costo, economico ed emotivo, del ritorno, scrivici. Assieme alla sofferenza di salutare la propria terra quando si ha il privilegio di rivederla, c'è un diritto a cui nessuno di noi dovrebbe rinunciare, che nessuno di noi dovrebbe considerare un lusso, quello di tornare a casa. Se vuoi raccontare la tua storia puoi scrivere a segnalazioni@fanpage.it o cliccare qui.

In questi giorni stanno arrivando alla nostra redazione molte lettere di sardi che, per lavoro o altri motivi, hanno lasciato la loro isola. Oggi pubblichiamo quella di una donna che ci ha raccontato la sua scelta di lasciare da giovanissima la sua terra e di come ha vissuto prima in Germania e poi in Svizzera. Nel primo Paese si è sposata ed è diventata madre di due figli, nel secondo ha dovuto seppellire uno di loro, una ragazza di appena sedici anni: "Tiro avanti, ma sto meglio solo quando vado in Sardegna. Tra gli scogli, a sentire le onde del mare e i suoi profumi, lì ricomincio a vivere".

La lettera a Fanpage.it

Sono andata via dalla Sardegna all'età di 22 anni perché venivo da una famiglia in cui ho subito tanta sofferenza. In Germania ho vissuto 15 anni: lì mi sono sposata e ho avuto due figli. È stato un matrimonio sofferto, fatto di tradimenti e maltrattamenti, lavorando dalle 5 del mattino fino a tarda notte.

Nel 2005 mio marito è morto. Sono rimasta altri due anni in Germania perché avevo due figli piccoli e tantissimi debiti. Ho pagato tutto e sono andata via a testa alta, riscattando il mio orgoglio sardo.

Mi sono trasferita in Svizzera e ci vivo da 20 anni. È dura stare lontano dalla Sardegna, ma qui ho seppellito mia figlia, il mio raggio di sole, morta a 16 anni per un tragico incidente. Mi sono ammalata e ora cerco, piano piano, di raccogliere i cocci di tantissima sofferenza. Ho anche un figlio di 34 anni che non vedo da 6 anni per sua scelta, e per me è stato un secondo lutto.

Tiro avanti, ma sto meglio solo quando vado in Sardegna. Tra gli scogli, a sentire le onde del mare e i suoi profumi, lì ricomincio a vivere. Purtroppo lavoro e affetti sono qui: mia figlia è qui e anche mio figlio è qui. Forse non ho il coraggio di tornare perché sarebbe come guardare indietro a tutta la mia vita, ma spero un giorno di tornare sulla mia terra. Ho sempre quel richiamo dentro che solo noi possiamo sentire.

Questo è solo un piccolo assaggio della mia vita.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views