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Julian Assange e il caso Wikileaks

Julian Assange: lo stupro che non esiste

I capi di accusa sono decisamente diversi da quelli maturati dall’opinione pubblica. Per il fondatore di Wikileaks, infatti, si parla di condotta sessuale non corretta”.
A cura di Danilo Massa
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Alla base della relazione un rapporto sessuale non corretto
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Infine il mandato di arresto internazionale ha prodotto i suoi effetti. A Julian Assange non è bastato andar via dalla Svezia e rendersi introvabile. Come direbbe il nostro ministro degli esteri, Frattini: "L'accerchiamento internazionale ha avuto successo". Considerato l'entusiasmo di una parte importante della diplomazia occidentale per l'arresto del fondatore di WikiLeaks , sarebbe lecito immaginare che ci sia un coerente rilievo internazionale dei reati contestati ad Assange. Qualcosa che, per intenderci, giustifichi un mandato di arresto dell'Interpol e la preoccupazione della diplomazia mondiale.

Nonostante i telegiornali passino velocemente sulle accuse mosse ad Assange e le qualifichino rapidamente come "reati sessuali" e nonostante ovunque si suggerisca l'immagine di uno stupratore, in realtà al fondatore di WikiLeaks si contesta un reato che è esplicitamente previsto solo dal codice penale svedese. L'hacker australiano, infatti, non avrebbe violentato Sofia Wilén ed Anna Ardin, le due giovani svedesi presenti al convegno di agosto organizzato dalla componente cristiana del partito socialdemocratico. In due occasioni separate, Assange avrebbe avuto un rapporto sessuale con le ragazze in maniera del tutto consenziente.

Non si tratterebbe dunque di stupro, ma di "condotta sessuale scorretta". Ad Assange, infatti, viene contestato di non aver adoperato il profilattico, nonostante l'esplicita richiesta delle ragazze. Secondo quanto riassunto dal Daily Mail, Assange avrebbe avuto un rapporto sessuale con una delle due donne, ma il condom si sarebbe rotto nell'atto e "La donna -seguita il quotidiano inglese – ha creduto che Assange avesse fatto apposta, ma lui ha sostenuto che si trattava di un incidente. In ogni caso, il giorno dopo, durante il convegno, A. è apparsa rilassata e tranquilla. Durante lo stesso convegno Assange ha incontrato la donna B, un'altra bionda molto carina, più giovane della donna A. La donna B ammette di aver cercato di coinvolgere il suo eroe in una conversazione. Assange sembrava compiaciuto di avere un'ammiratrice così ardente e, sostiene B, la guardava ogni tanto".

Quella che viene chiamata la "donna B" e che corrisponde all'identità di Anna Ardin avrebbe anch'essa insistito per l'uso del preservativo. La mattina seguente, tuttavia, Assange avrebbe fatto sesso con lei senza usare il profilattico. 24 ore dopo, riferisce ancora il Daily Mail "la donna B. era abbastanza serena da scendere a comprare la colazione ad Assange". Giorni dopo Anna Ardin e Sofia Wilén hanno denunciato l'hacker australiano per l'assenza del preservativo ed il rifiuto di sottoporsi al test dell'Hiv.

Adesso risulta impossibile trovare proprio la più giovane delle due donne. Anna Ardin, femminista e cristiana fondamentalista, si troverebbe in Cisgiordania per partecipare ad una iniziativa di pace tra palestinesi ed israeliani. Secondo quanto riferito dall'organo del partito comunista cubano, Granma, Anna Ardin sarebbe nata nell'isola caraibica – tanto da essere diventata "Anna la cubana" – e sarebbe poi diventata una spia della Cia, all'opera contro il governo di Castro.

Quale che sia l'identità delle due donne, decisamente stupisce l'impegno nello spiccare un mandato di cattura internazionale per un reato codificato in un solo stato e, soprattutto, l'entusiasmo di governi che hanno mostrato minore partecipazione per l'arresto di boss mafiosi. Fermo restando l'eventuale reato di "condotta sessuale scorretta", su cui è necessario fare luce, appare legittima l'ipotesi che ad Assange si contestino – nella stessa pratica dell'"accerchiamento" nel mentre della diffusione dei documenti di WikiLeaks – ben altri reati. Di cui l'Occidente non ha la presenza né il coraggio di parlare.

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