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Julian Assange e il caso Wikileaks

Assange è libero e lascia il Regno Unito, M5s: “Una vittoria per chi crede nel diritto all’informazione”

Julian Assange è libero. Il M5s esprime soddisfazione: “Nella sua lotta e nella sua resistenza risiede il seme della più profonda libertà di espressione e del sacrosanto diritto all’informazione”, ha detto il leader Giuseppe Conte.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il giornalista e attivista australiano Julian Assange è libero. L'annuncio è arrivato su X da WikiLeaks, l'organizzazione fondata dal giornalista e attivista australiano. Da quanto di apprende Assange ha lasciato il carcere di massima sicurezza di Belmarsh, nel Regno Unito, dove ha trascorso quasi 2mila giorni, precisamente 1901 giorni, oltre 5 anni.

Gli è stata concessa la libertà su cauzione dall'Alta Corte di Londra ed è stato rilasciato all'aeroporto di Stansted, dove si è imbarcato su un aereo ed è partito dal Regno Unito per fare ritorno in Australia. Il fondatore di WikiLeaks ha concordato un patteggiamento con il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, che aveva fatto richiesta di estradizione nei suoi confronti con l'accusa di cospirazione. "Questo è il risultato di una campagna globale che ha coinvolto organizzatori di base, attivisti per la libertà di stampa, legislatori e leader di tutto lo spettro politico, fino alle Nazioni Unite – ha spiegato WikiLeaks -. Ciò ha creato lo spazio per un lungo periodo di negoziati con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che ha portato a un accordo che non è stato ancora formalmente finalizzato. Forniremo maggiori informazioni il prima possibile".

"Dopo più di cinque anni in una cella di 2×3 metri, isolato 23 ore al giorno, presto si riunirà alla moglie Stella Assange e ai loro figli, che hanno conosciuto il padre solo da dietro le sbarre", ha proseguito l'organizzazione.

"WikiLeaks ha pubblicato storie rivoluzionarie di corruzione governativa e violazioni dei diritti umani, ritenendo i potenti responsabili delle loro azioni. In qualità di caporedattore, Julian ha pagato duramente per questi principi e per il diritto delle persone a sapere. Mentre ritorna in Australia, ringraziamo tutti coloro che ci sono stati accanto, hanno combattuto per noi e sono rimasti totalmente impegnati nella lotta per la sua libertà. La libertà di Julian è la nostra libertà".

Le reazioni

Dopo quasi duemila giorni di prigionia Julian Assange è libero ed ha lasciato il Regno Unito, dopo aver patteggiato con la giustizia americana una parziale dichiarazione di colpevolezza. È la vittoria di una comunità che a livello globale ne ha chiesto la liberazione, convinta che nella sua lotta e nella sua resistenza risieda, tuttora, il seme della più profonda libertà di espressione e del sacrosanto diritto all'informazione", ha commentato su X il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. "Finalmente", si è limitato a scrivere sui social Beppe Grillo.

"Esprimo profonda soddisfazione per la liberazione di Julian Assange, avvenuta dopo anni di intense battaglie legali e sociali. La vicenda di Assange rappresenta un simbolo di resistenza e determinazione nella lotta per la libertà di informazione e per i diritti umani. La sua liberazione segna una vittoria importante per tutti coloro che credono nei valori fondamentali della trasparenza, della libertà di espressione e del diritto all'informazione. Auspico che il caso Assange rappresenti un monito per il futuro e contribuisca a rafforzare la consapevolezza dell'importanza della libertà di stampa in tutto il mondo", ha dichiarato la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, che con l'europarlamentare M5S Sabrina Pignedoli ha seguito con attenzione e partecipazione tutte le fasi di questa lunga e complessa vicenda.

"La liberazione di Julian Assange rappresenta la vittoria della libertà di stampa contro gli abusi del potere. La determinazione con la quale il fondatore di Wikileaks ha affrontato la lunga e tormentata vicenda giudiziaria che lo ha colpito è encomiabile e lo trasforma in un eroe contemporaneo. I documenti Wikileaks hanno messo in luce comportamenti non etici di governi e potenti multinazionali che hanno persino provocato guerre e foraggiato conflitti per procacciarsi lauti affari e per interessi geopolitici. Come Movimento 5 Stelle siamo fortemente convinti che i sistemi democratici non possano essere basati su segreti e complotti e abbiamo sempre sostenuto Julian Assange e il suo tentativo di smascherare questo modo crepuscolare di gestione del potere. I cittadini devono sempre sapere la verità su come si comportano chi li rappresenta. Ringraziamo Stella Assange, la moglie di Julian, per il coraggio dimostrato in questi anni, tutti i gruppi Free Assange che hanno animato flash mob e promosso iniziative in sua difesa in tutto il mondo e l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Sabrina Pignedoli per aver promosso la sua candidatura al Premio Sackarov 2022 e aver portato su un palcoscenico europeo la sua battaglia. La libertà di stampa è il bene più prezioso delle nostre democrazie e quello che differenzia l'Occidente dai regimi autocratici e dalle dittature. Non dimentichiamolo mai", si legge in una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.

"Julian Assange, dopo cinque anni, lascia il carcere inglese di massima sicurezza e ritorna in Australia. Oggi vince la resistenza di chi ha difeso la libertà di stampa e di parola come diritti che devono essere sempre garantiti, a tutti. Oggi è un bel giorno. #FreeJulianAssange", ha scritto su X la Vice Presidente del Senato Mariolina Castellone.

Anche il deputato di Avs Angelo Bonelli ha commentato la notizia della scarcerazione dell'attivista: "Julian Assange è libero! Ha lasciato il carcere in Inghilterra, dopo 1901 giorni di detenzione. Ha raggiunto un accordo con il governo Biden. Wikileaks ha reso pubbliche drammatiche verità a partire dall’uccisione di civili iracheni da parte di elicotteri Usa. Una bella notizia".

"Julian Assange è libero grazie a una campagna globale che ha coinvolto milioni di persone, attivisti per la libertà di stampa, associazioni e partiti politici", ha scritto su Facebook Nicola Fratoianni dell'Alleanza Verdi Sinistra. "Julian Assange pagava per aver rivelato crimini dei potenti che rimangono per la maggior parte impuniti. La libertà di Assange è la libertà di tutte e tutti noi".

Per il portavoce di Amnesty International, Riccardo Noury, "Il team legale di Assange ha agito nel migliore interesse del suo cliente: in poche parole, per salvargli la vita. Resta il fatto che questa persecuzione giudiziaria senza precedenti nel campo della libertà d'informazione, da parte degli Usa, non avrebbe neanche dovuto iniziare".

La deputata Eleonora Evi, da poco uscita dal gruppo di Avs alla Camera per iscriversi al gruppo parlamentare del Pd, ha scritto un messaggio su X: "Una notizia bellissima. Assange è finalmente libero dopo un calvario durato 14 anni di cui 5 trascorsi in una cella di isolamento".

"Finalmente è arrivata la notizia dell'estradizione di Assange, che dopo aver patteggiato con gli Stati Uniti potrà evitare la prigione lì e recarsi in Australia, sua Nazione di origine. L'accordo arriva mesi dopo la dichiarazione del presidente Joe Biden, il quale aveva reso noto di voler valutare la richiesta di Canberra di non perseguire più Assange, annullando quindi le accuse contro di lui. Ed è quello che auspichiamo anche noi, perché processare il fondatore di Wikileaks per attività riguardanti il giornalismo investigativo, potrebbe avere effetti negativi sul diritto alla libertà di stampa, spingendo i giornalisti all'autocensura per evitare procedimenti giudiziari", ha dichiarato la senatrice Cinzia Pellegrino, Coordinatore nazionale del dipartimento Vittime di Fratelli d'Italia.

Diversi presidenti latinoamericani hanno reagito esultando per l'accordo che ha permesso a Julian Assange di lasciare ieri il carcere di Londra. Il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, che lo scorso anno si era detto disposto a concedere l'asilo politico ad Assange, ha festeggiato la sua liberazione affermando che "almeno in questo caso, la Statua della Libertà non è rimasta un simbolo vuoto: "È viva e felice come milioni di persone nel mondo".

Anche il presidente colombiano Gustavo Petro si è rallegrato per la notizia, precisando che "l'eterna prigionia e la tortura di Assange rappresentano un attacco contro la libertà di stampa su scala globale". Allo stesso modo, il presidente colombiano ha riconosciuto che il ‘crimine' di Assange "è stato denunciare il massacro di civili in Iraq da parte dello sforzo bellico statunitense, ora il massacro si ripete a Gaza".

"Invito – ha concluso – Assange e sua moglie Stella a visitare la Colombia per realizzare un evento per la vera libertà". Infine, secondo il corrispondente in Brasile della tv "all news' venezuelana Telesur, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha inviato un messaggio a John Shipton, padre di Julian Assange, congratulandosi per la libertà di suo figlio. L'anno scorso Shipton aveva affermato che il contributo del presidente Lula a favore di Julian non può essere "sottovalutato".

"Julian Assange ha raggiunto un accordo e sarà libero. Sono molto contento. È un eroe della nostra generazione", ha commentato Robert F. Kennedy Jr, sottolineando comunque che "la cattiva notizia è che ha dovuto dichiararsi colpevole di cospirazione per aver ottenuto e divulgato informazioni di difesa nazionale. Questo significa che lo Stato americano è riuscito a criminalizzare il giornalismo, imponendo un orribile precedente e infliggendo un duro colpo alla libertà di stampa".

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