Iniziato lo sgombero del Grattacielo di Ferrara, in 500 restano senza casa: “Mamme e bimbi separati dai papà”

È iniziato oggi alle prime luci dell’alba lo sgombero delle torri A e C del grattacielo di Ferrara, così come disposto da una ordinanza del sindaco leghista Alan Fabbri: “Grandi dignità dai cittadini e umanità dalle forze dell’ordine. Il comune se ne è lavato le mani senza offrire soluzioni”.
A cura di Ida Artiaco
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È cominciato oggi, giovedì 12 febbraio, a partire dalle 06:30 lo sgombero delle torri A e C del famoso grattacielo di Ferrara, nel cuore del quartiere GAD della cittadina emiliana. Dopo l'evacuazione della torre B, a seguito di un incendio verificatosi a metà gennaio, il sindaco leghista Alan Fabbri ha firmato una ordinanza di sgombero per motivi di sicurezza anche delle altre due torri, per un totale di circa 500 residenti interessati, tra cui almeno 60 nuclei familiari con minori – secondo numeri raccolti dalle associazioni di volontariato -, che è iniziato nelle scorse ore.

Sul posto, oltre a vigili del fuoco e forze dell'ordine, anche volontari e Caritas. Al momento, fonti di Fanpage.it a Ferrara riportano che c'è una situazione di stallo, ma si è verificato nessun momento di tensione, anzi. "Abbiamo visto cittadini con grande dignità, le forze dell'ordine comportarsi con grande umanità, ma purtroppo i servizi sociali in grande difficoltà, perché non hanno soluzioni adeguate", ci racconta la fonte.

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Secondo la quale solo due assistenti sociali sarebbero sul posto per un numero molto maggiore di persone. "La cosa grave è che non ci sono soluzioni per le famiglie, ma i nuclei familiari vengono separati. Le mamma con i figli vengono prese in carico dai servizi sociali ma non i papà, a cui sta pensando la Caritas. Sappiamo persino di una donna incinta con un figlio di 11 mesi che è stata sì trasferita in un luogo dove possono prendersi cura di lei e del bambino, ma l'hanno separata dal compagno".

Sempre stando a quanto riferito dalla volontaria, "essendo una situazione in evoluzione da questa mattina sempre i servizi sociali hanno fatto aspettare al freddo per ore i bambini. Si sapeva da 15 giorni che oggi sarebbe avvenuto lo sgombero, eppure nessuno ha fatto nulla per evitare certi episodi. Intanto, nessuno della giunta si è presentato, il Comune se ne è lavato le mani".  Molti cittadini, lavoratori, famiglie, minori, si trovano oggi ospitati in soluzioni precarie, da parenti e associazioni, o addirittura costretti a dormire in auto.

Quanto sta succedendo a Ferrara potrebbe ben presto arrivare anche a Roma. I deputati e le deputate emiliani del PD, Vaccari, Bakkali, Malavasi, Guerra, Merola, Gnassi e De Maria, hanno infatti presentato proprio oggi un'interrogazione ai ministri dell'Interno, Matteo Piantedosi, e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sulla "grave situazione determinata dallo sgombero del cosiddetto grattacielo. È inaccettabile che il sindaco continui a definire questa vicenda una ‘questione privata', negando l'evidenza di un'emergenza abitativa e sociale. Ancora più grave è lo scontro istituzionale aperto con la Prefettura proprio nel momento in cui sarebbe stata necessaria la massima collaborazione". Secondo i parlamentari, "Ferrara non può essere teatro di uno dei più grandi sgomberi degli ultimi anni senza un piano serio di gestione dell'emergenza. Le persone non sono un problema da rimuovere, sono cittadini da tutelare, soprattutto i minori e le donne".

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