È stato rimandato al prossimo 23 settembre il processo nei confronti della 31enne di Prato, rimasta incinta dopo aver fatto sesso con un ragazzo di 15 anni, a cui dava ripetizioni di inglese. La decisione è dovuta al cambio del collegio del tribunale della città toscana. "Sono già state calendarizzate tutte le udienze, che saranno due ottobre e due a novembre. Verosimilmente prima di dicembre si concluderà tutto", ha detto l'avvocato difensore Mattia Alfano. La donna, si ricordi, è accusata di violenza sessuale e atti sessuali sull'adolescente, da cui ha avuto il suo secondogenito, ed è ancora agli arresti domiciliari dallo scorso 27 marzo. Oltre a lei, risulta imputato nel procedimento penale anche il marito, al quale è contestato il reato di falsa attestazione di stato civile per aver riconosciuto come suo il piccolo nato dalla relazione della moglie con il ragazzino.

Il processo, secondo quanto si è appreso, è stato assegnato a un collegio di recente costituzione, non ancora gravato da numerosi processi, che si occupa esclusivamente di casi con detenuti, così da garantire tempi più veloci. "La signora è chiaramente provata – ha detto ancora il legale – e credo e penso che avesse preferito iniziare il processo per poter cominciare ad affrontare le accuse che la riguardano. La signora autonomamente ha iniziato un percorso psichiatrico quando avrebbe potuto evitarselo e sta ritrovando una serenità psicologica, morale e etica che aveva probabilmente perso. Ora il processo riguarda gli aspetti giuridici che sono altro rispetto al giudizio morale e etico". Ai cronisti, all'uscita dal tribunale, ha parlato anche il marito della donna. "Cerchiamo tutti di affrontare questo processo che speravamo di iniziare prima, ma così è – ha detto l'uomo, padre del primogenito dell'imputata. Ho visto mia moglie tranquilla, provata ma tranquilla. Continuiamo a affrontare questa cosa come abbiamo fatto fin dall'inizio e vogliamo che venga fuori la verità. Essendo mia moglie la supporto, non approvo magari altre cose, ma il supporto c'è sempre stato".