Non ha potuto vedere i genitori per 4 mesi a causa della sospensione delle visite per l'emergenza Coronavirus, ma ora finalmente una minore affidata a una comunità terapeutica è riuscita a incontrare la madre e la sorella. La vicenda è resa nota dal Comitato dei cittadini per i diritti umani. "In seguito alla forte azione di protesta di sabato scorso dei genitori, che si sono presentati davanti alla struttura sostenuti dall'avvocato della difesa e dai volontari del Cccdu – sottolinea il comitato in una nota -, la comunità terapeutica ha consentito l'incontro con la mamma e la sorella minore".

Per il comitato "sebbene la Regione Toscana avesse mandato alle strutture affidatarie le linee guida per il ripristino, a partire dal 15 di giugno, a quattro mesi dall'ultima visita, non c'era ancora un calendario per la ripresa delle visite che dovrebbero essere garantite dai servizi sociali e dalla comunità terapeutica per disposizione del decreto del tribunale". Le regole regionali per le visite dei familiari stretti, si legge ancora, "sono molto rigorose: devono avere una durata breve, di circa due ore, devono svolgersi all'aperto, tutti muniti di mascherine, tuta monouso protettiva e con il divieto di abbracci e di incontri ravvicinati".

La mamma della ragazzina, prosegue la nota, ha dichiarato: "sono felice che ho potuto vedere mia figlia ma dopo quattro mesi non mi hanno permesso di mangiare nemmeno un panino con lei, e nemmeno di abbracciarla. Vogliamo che torni a casa e anche lei lo desidera, piange e vuole tornare a casa sua, con la sua famiglia".