Tra settembre e ottobre del 2020 in altre due occasioni erano stati messi a punto dei piani per assassinare Ilenia Fabbri: è quanto emerso  dalla confessione che il 17 marzo ha rilasciato il 53enne Pierluigi Barbieri, alias "lo Zingaro", sicario reo-confesso dell’omicidio di Faenza su mandato dell’ex marito. L’uomo avrebbe rivelato che i due precedenti tentativi di uccidere la donna erano falliti, il primo perché lui non si era orientato bene nella casa alla ricerca della stanza della 46enne e l’altro perché l’ex marito, Claudio Nanni, il cui arrivo avrebbe dovuto segnare l’inizio dell’azione, si era presentato in ritardo.

Barbieri, originario di Cervia, ma domiciliato in provincia di Reggio Emilia,  ha parlato dei due precedenti in occasione dell'interrogatorio in Questura a Ravenna. I dettagli sono emersi dopo un'altra deposizione, quella di stamattina, nella quale invece l’ex marito della donna, 54 anni, presunto mandante del delitto, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo Barbieri, il piano in un primo momento – in cambio di 20 mila euro e un’auto usata – prevedeva di fare occultare il corpo della 46enne dentro a un trolley, cospargerla di acido e di gettarla in una buca già scavata nelle campagne faentine e scoperta anche dagli inquirenti. Tanto che, su sua indicazione, in un magazzino dell’officina di Nanni nei giorni scorsi la polizia, coordinata dal pubblico ministero Angela Scorza, ha sequestrato una vanga, dell’acido e un trolley.

Sempre Barbieri ha indicato dove recuperare, in un campo adiacente a una piazzola dell’autostrada A14 tra Faenza e Imola, il manico di un martello da carpentiere con cui aveva provato a soffocare la donna subito prima di tagliarle il collo con un coltello da cucina recuperato nella casa. Se verranno confermati i nuovi elementi rafforzano l’ipotesi della premeditazione di un delitto aggravato anche dai motivi abietti: un assassinio commesso con il fine di non corrispondere alla donna le somme di denaro di sua spettanza e per rientrare nella disponibilità della casa coniugale. Stando a quanto accertato Barbieri si è recato a Faenza la mattina del 6 febbraio e, accertatosi dell’allontanamento di Nanni, sopraggiunto per prendere la figlia Arianna (così da precostituirsi un alibi) si è introdotto nella casa, poi è andato nella camera da letto al primo piano e ha tentato di uccidere Ilenia strangolandola. La donna si è difesa, lui l’ha inseguita per le scale e, dopo averla colpita più volte l’avrebbe accoltellata alla gola, vicino alla cucina.