Il viaggio di Baptiste: 3mila chilometri in bici mangiando spazzatura

A cura di D. F.
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Baptiste Dubanchet ha viaggiato da Parigi a Varsavia rovistando nei cassonetti per nutrirsi per denunciare l’enorme quantità di cibo sprecata quotidianamente da hotel, ristoranti, forni e supermercati.

L'idea è di quelle bizzarre: lui si chiama Baptiste Dubanchet, ha 25 anni, ed ha intrapreso un viaggio da Parigi a Varsavia lungo oltre 3mila chilometri. Nella sua traversata ha toccato Lussemburgo, Belgio, Olanda e Repubblica Ceca nutrendosi solo di spazzatura. Proprio così: il giovane ciclista ha rovistato nei cassonetti e rimediato il necessario per sopravvivere, e tutto questo con il nobile scopo di denunciare l'enorme quantità di cibo sprecata quotidianamente da hotel, ristoranti, forni e supermercati. L’impresa è anche un progetto, chiamato La faim du monde, nato dopo aver preso consapevolezza, durante un viaggio Colombia e nel sud est asiatico, dell’estrema povertà che colpisce in quelle zone gran parte della popolazione.

Il ciclista: "Mangio spazzatura contro la fame nel mondo"

Una missione, dunque, più che un semplice viaggio: "Viaggiare in bici ha dei grandi vantaggi – spiega Baptiste – basti pensare al risparmio di denaro e al contatto con l’ambiente. Inoltre è un ottimo esercizio per mantenersi in salute". Il giovane ha pedalato per circa 60 chilometri al giorno ed ha in programma anche numerose visite alle scuole per sensibilizzare al tema della fame nel mondo. Un tema che, va detto, lui sente da molto: non a caso si è laureato in Sviluppo Sostenibile. "In Repubblica Ceca è stata dura – ha raccontato – perché lì la gente non riusciva a capire quello che era il mio intento. Rovistare nella spazzatura era per loro qualcosa legato a chi vive per strada ma alla fine sono riuscito ad avere da un forno parecchio pane avanzato, che è servito a sfamarmi per 5 giorni. Berlino invece è la città dove è stato più facile trovare e farsi avere del cibo, Düsseldorf quella più difficile".

Non è un caso che Baptiste abbia deciso di intraprendere la sua missione nel 2014, anno europeo contro lo spreco di cibo. Entro il 2025 l'UE punta a dimezzare le quantità di cibo attualmente sprecate attraverso una diversa etichettatura delle confezioni e il sostegno ai sistemi di produzioni sostenibili.

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