Il mistero di Unabomber senza soluzione, dopo 2 anni e mezzo la perizia è un flop: “Nessun Dna corrisponde”

L'indagine sul mistero di Unabomber sembra avviarsi a una fine senza soluzione. Dopo 2 anni e mezzo, infatti, la perizia sui reperti degli attentati che sconvolsero l’Italia del nord est non ha dato nessuna indicazione utile per chiarire il caso. Gli esami su vari reperti che erano stati conservati a Trieste in pratica non hanno rilevato nessuna corrispondenza con il DNA delle undici persone indagate finora: l’identità dell’Unabomber italiano quindi sembra destinata a rimanere un segreto.
Gli esami del dna sui reperti
Gli esami ulteriori erano stati disposti nel gennaio del 2023 dopo che nel novembre del 2022 era stato presentato un esposto alla Procura di Trieste per chiedere di analizzare 27 reperti relativi al caso e sequestrati dalle forze dell’ordine nell’arco degli anni e tenuti conservati negli archivi. Le indagini sugli oltre trenta attentati condotti tra il 1994 e il 2006 in Veneto e Friuli Venezia Giulia erano state riaperte e quindi dai quei reperti erano stati estratti 68 campioni da analizzare.
Test su cui contavano tutti per avere almeno qualche risposta ai tanti dubbi che da sempre attanagliano la storia di Unabomber. Sugli esami contavano le vittime delle bombe e anche lo stesso principale accusato e poi scagionato, l’ingegnere Elvio Zornitta. Purtroppo però tra i vari elementi, tra cui capelli e peli, che all’epoca non erano stati sottoposti a esami genetici, non è stata individuata nessuna corrispondenza con le undici persone indagate nell’inchiesta, tra cui 10 che erano già entrate nelle precedenti indagini degli anni scorsi e le cui posizioni erano poi state archiviate.
L’ipotesi di Zornitta: "Unabomber è morto"
La perizia, a cui hanno potuto partecipare i consulenti tecnici di accusa e difesa, è stata definita “corposissima” e sarà resa nota nel dettaglio nei prossimi giorni, ma i primi risultati hanno anticipato che non ci sono svolte di alcun tipo. Le tracce genetiche trovate sui reperti infatti appartengono a soggetti diversi rispetto agli indagati e anche rispetto anche ai di Dna di altre 10 persone conosciute.
Un risultato che ha avvalorato l’ipotesi di Zornitta che già nei giorni scorsi aveva ipotizzato che Unabomber in realtà sia morto. “L’ho già detto e lo ripeto. Potrebbe essere morto. Non ho altre spiegazioni. Se fosse stato il pazzo che gli esperti descrivono, non si sarebbe fermato improvvisamente. Sembrava avere un preciso piano in mente, salvo sparire per sempre” ha spiegato l’ingegnere che fu incastrato dalla manomissione di alcune forbici da parte di un poliziotto ed è ancora in attesa di un risarcimento dopo essere stato completamente scagionato nel 2009.
“È un anno e mezzo che conosco la situazione di Zornitta, il mio assistito non ne può più dopo aver aspettato due anni per una perizia che si sapeva non avrebbe portato da nessuna parte. Distruggere la vita delle persone non è accettabile ed è inconcepibile attendere due anni per una perizia” ha dichiarato invece il suo legale.