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Il granchio blu preoccupa i pescatori veneti: “Divora allevamenti di vongole in due giorni”

Il granchio blu è in bilico tra l’essere valorizzato come una risorsa culinaria e il diventare un vero e proprio dramma per l’intera laguna veneziana e tutti i litorali marini. E intanto il Governatore Zaia chiede lo stato di emergenza nazionale.
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A cura di Elia Cavarzan
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"Il problema del granchio blu è il carattere invasivo di questa specie". Il sindaco di Chioggia Mauro Armelao è preoccupato. "Lo chiamo un invasore. Non è una specie autoctona, arriva dal nord america, mangia tutto quello che trova negli allevamenti ittici dei nostri pescatori".

In poco tempo, il granchio blu, si è riprodotto vertiginosamente in tutto il nord adriatico italiano, compromettendo l'equilibrio eco-marino dei litorali. Tanto da spingere il Governatore del Veneto Luca Zaia, a chiedere lo stato di emergenza nazionale. "Siamo preoccupatissimi. I dati sono inquietanti, quelli relativi alla raccolta nel 2019 nella nostra laguna era di ottantasette chili. Nel 2022 ne abbiamo pescati diecimila. La nostra laguna diventa un' incubatrice di una bomba esplosiva. Ho l'impressione che ancora non ci si sia fatta l'idea della portata di questa catastrofe".

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La stessa preoccupazione condivisa anche da addetti ai lavori e dal sindaco di Chioggia, Mauro Armelao. "Abbiamo da poco avviato una ricerca sul granchio con la fondazione pesca di Chioggia e la regione del Veneto e l'università di Venezia". Chioggia è una città che vive di pesca da tantissime generazioni, la più colpita dal granchio blu. "Quando avremo i risultati sapremo come intervenire per contenerlo. Sembra che le femmine di granchio per riprodursi vadano in mare aperto, forse sarà quella l'occasione per catturarle e interrompere un vorticoso ciclo di riproduzione".

Matteo Grego, di Grego Pesca, una realtà imprenditoriale di pescatori che vanta una tradizione di tre lunghissime generazioni, conosce molto bene le acque della sua laguna veneziana: "Questo granchio è voracissimo, è in grado, un solo esemplare, di divorare decine di metri quadri di allevamenti di vongole, in soli due giorni. Si riproduce più volte all'anno, la sua grandezza supera largamente quella del nostro granchio di laguna. Questo è il problema di questo esemplare".

Originario della costa orientale degli Stati Uniti, il granchio blu ha trovato un nuovo rifugio nell'Adriatico italiano. La mancanza di predatori naturali però e un ambiente marino ricco di risorse alimentari, hanno favorito negli ultimi mesi la sua proliferazione, portando a una crescente popolazione di questi crostacei nel litorale veneziano, ferrarese e friulano.

"Ci sono sempre state specie non autoctone che si sono inserite nella nostra laguna", continua Matteo Grego, "ma il problema del granchio blu, è il fatto che è in grado di cambiare muta più volte in un anno, caccia in laguna come in mare aperto, è un granchio infatti in grado anche di nuotare. Questo fa paura, non abbiamo ancora il controllo effettivo sulla specie".

Intanto "l'emergenza" del granchio blu in alcune zone italiane, tiene banco anche sui media esteri che parlano di "blue crab invasion".

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