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Resta per il momento ancora un giallo da risolvere il ritrovamento dei cadaveri di due sub, non ancora identificati, sulle spiagge della Sicilia. I due corpi sono stati trovati nei giorni scorsi, tra il 31 dicembre 2019 e l’8 gennaio 2020, a pochi chilometri di distanza sul litorale tirrenico, tra Cefalù e Castel di Tusa. Entrambi avevano le mute addosso e alcuni grossolani tatuaggi sul corpo. Una dei due indossava anche le scarpe da ginnastica. I due sub non sono stati ancora identificati ed è un mistero anche perché non è presente nessuna denuncia di scomparsa né risultano naufragi di barche. Secondo gli inquirenti, potrebbe esistere un collegamento tra questi sub e il ritrovamento di alcuni carichi di hashish in diverse spiagge dell’isola. Sulla vicenda stanno indagando cinque procure dell'isola: Agrigento, Trapani, Termini Imerese, Patti e Messina, nei cui territori sono stati effettuati i ritrovamenti.

Le ipotesi degli inquirenti – L'ipotesi degli inquirenti – ipotesi ancora tutta da verificare – è che quei due morti, recuperati a 30 chilometri di distanza uno dall'altro, si trovassero sulla stessa imbarcazione che stava trasportando un grosso carico di hashish poi finito in mare. Ad avanzare questa possibilità è il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che coordina le indagini sul ritrovamento nel messinese di uno dei due cadaveri. "Non è escluso – ha detto il procuratore in un'intervista all'edizione locale del quotidiano La Repubblica – che quei due uomini possano esser vittime di un naufragio causato dal vento di maestrale che nei giorni in cui sarebbero morti ha colpito le nostre coste. L'altra ipotesi è che i due siano caduti in acqua da una imbarcazione in difficoltà e che anche la droga ritrovata poi in tre diverse spiagge sia finita in mare. Ovviamente stiamo parlando di ipotesi tutte da verificare”, ha sottolineato affermando che le indagini vanno avanti.

Trovata droga per un milione di euro – La droga, dello stesso tipo e confezionata allo stesso modo, è stata trovata su diverse spiagge della Sicilia: sul litorale di Capo D'Orlando (Messina), in una frazione balneare di Castelvetrano e sulla spiaggia di San Leone ad Agrigento. Si tratta in tutto di 98 chili di hashish confezionati in panetti, per un valore di un milione di euro.