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Covid 19
7 Marzo 2020
15:44

Il coraggio, l’altruismo e la fantasia di un’anestesista, per scovare il Coronavirus

Annalisa Malara ha 38 anni e lavora all’ospedale di Codogno come anestesista ed è stata il medico che ha avuto l’intuizione che il primo paziente ricoverato a Codogno potesse essere infetto da Coronavirus. Per effettuare tutti i controlli ha dovuto forzare i protocolli che ancora non esistevano.
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Canta Francesco De Gregori che "un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia", tutte e tre le caratteristiche insieme. Annalisa Malara ha 38 anni, vive a Cremona e è anestesista, un mestiere che contiene tutta la poesia del maneggiare sonno per superare il dolore. In questi giorni è stata intervistata da diversi giornali perché è il medico che ha individuato il focolaio italiano di Coronavirus sul primo paziente in Italia, all'ospedale di Codogno dove Annalisa lavora.

Racconta Annalisa che quel giovedì 20 febbraio si è ritrovata di fronte questo ragazzo che aveva una polmonite straordinariamente aggressiva per rapidità e gravità e che non rispondeva alle cure tradizionali. Nessuno avrebbe potuto pensare che quella polmonite fosse figlia del virus e che il Coronavirus fosse sbarcato in Italia. Non esistevano nemmeno i protocolli per poter verificare l'eventuale presenza della malattia: Annalisa ha dovuto forzare le regole per verificare la sua intuizione, poi rivelerai esatta, e prendersene tutta la responsabilità: coraggio, altruismo e fantasia.

Nelle sue interviste l'anestesista ha spiegato che se le cure note non funzionano devi provare quelle che non conosci e alla fine la fortuna forse davvero aiuta gli audaci. Scovare quel paziente e identificare la malattia ha aiutato il Paese a prendere le contromisure più efficaci e probabilmente ha reso meno veloce e letale questo contagio che in questi giorni ci stiamo portando addosso. Dall'intuizione di un'anestesista abbiamo cominciato a scrivere questa storia che ci spaventa e ci immobilizza.

Forse dovremmo avere la sensibilità e lo spirito di osservazione per comprendere che l'eccezionalità che stiamo vivendo in queste settimane richiede un'eccezionalità alle persone che se ne stanno prendendo cura, la capacità di uscire dai propri schemi e l'intuito di creare nuove regole e nuovi protocolli per una situazione che prima non esisteva. Il senso del creare (che è poi la fantasia di cui canta De Gregori) sta tutto nel vedere cose che prima non avevano un nome.

Annalisa è uscita due giorni fa dalla quarantena ma ha continuato a prendersi cura dei suoi pazienti. Ci vuole coraggio, altruismo e fantasia.

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Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche "Le uova nel paniere" e "L'eroe del giorno" e realizzando il format video "RadioMafiopoli". Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.
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