Il Comune di Torino ritira il patrocinio alla mostra LGBTE: “Offende la religione”
Maurizio Braccialarghe, assessore alla cultura del Comune di Torino, ha annunciato il ritiro del patrocinio alla mostra "Internazionale d'Arte LGBTE (La Grande Battaglia Trova Esito)", evento al centro di aspre polemiche per via di una locandina giudicata da parte dell'opinione pubblica "scandalosa": "Prima di dare il patrocinio alle iniziative valutiamo la serietà dei progetti presentati – ha detto l'assessore -. In questo caso, nessun elemento inviatoci poteva far pensare all'utilizzo di un'immagine che riteniamo lesiva della sensibilità di molti. Dopo aver visto la locandina oggi la Giunta, all'unanimità, ha deciso di revocare il patrocinio all'evento". Ma cosa mostrava la tanto discussa locandina? Una donna nuda, obesa, mentre calpesta alcune immagini sacre raffiguranti Gesù Cristo e la Madonna.
Locandina shock, polemica della maggioranza: "E' offensiva"
La locandina promozionale era subito balzata all'occhio di Giuseppe Sbriglio, consigliere comunale di maggioranza: "Sono sempre stato dalla parte dei diritti, ma trovo questa foto offensiva, vilipende il sentimento religioso". Il politico aveva quindi domandato come mai il Comune avesse concesso il patrocinio. Polemico anche il centro destra: "Ecco la nuova frontiera dell'arte omosessuale che il Comune ha ritenuto di voler promuovere – attacca Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d'Italia – Le lobby gay non pensino di godere di una licenza di offendere la sensibilità altrui, soprattutto quella cristiana in un momento storico di feroci e cruente persecuzioni subite per la fede in quelle immagini sacre così oltraggiate dalla cosiddetta arte lgbt".
Gli organizzatori della mostra: "Non volevamo calpestare la religione"
Di fronte ai numerosi attacchi gli organizzatori dell'evento si sono difesi: "La nostra rassegna intende promuovere gli artisti LGBT ma da quest'anno abbiamo aggiunto una ‘e' per comprendere anche il mondo etero. E la fotografia di Mauro Pinotti – spiegano – ha come unico intento quello di mettere in risalto la donna. Non di calpestare la religione". Anche l'autore dello scatto ha spiegato: "Il simbolismo che ho scelto per il mio lavoro non vuole affatto denigrare la religione, ma solo esaltare la superiorità della donna rispetto l'uomo – spiega l'artista -. I sette vizi capitali presentati in mostra hanno tutti dei simboli ben precisi, studiati nei dettagli. In questa foto ho scelto di simboleggiare la Superbia con una donna"."All'inizio – ha aggiunto – volevo mettere sotto i piedi di questa Donna/Superbia una pila di libri, volevo rappresentarla superiore alla cultura. Però mi sembrava banale, limitativo. Ho sempre considerato la donna assolutamente superiore all'uomo e pensato che sopra la donna c'è solo Dio. Così sono andato a cercare un manifesto qualsiasi in cui fosse rappresentata un'icona religiosa per metterla sotto i suoi piedi".