Il caso Rosboch, la storia dell’omicidio di Gloria e le condanne di Gabriele Defilippi e Roberto Obert

Gloria Rosboch aveva 49 anni quando scomparve. Il 13 gennaio 2016 uscì dalla sua casa a Castellamonte, in provincia di Torino, e di lei si persero le tracce. Il suo corpo fu ritrovato il 19 febbraio in un pozzo per lo smaltimento del percolato di una discarica, a soli 14 chilometri di distanza dalla sua abitazione.
A ucciderla e a far sparire il cadavere furono due uomini: il 21enne Gabriele Defilippi, ex allievo della donna, che di professione faceva l'insegnante, e un complice, il 53enne Roberto Obert.

La 49enne, truffata da Defilippi, fu convinta a investire quasi 190mila euro in una società inesistente. Ma quando si accorse di essere stata raggirata, lo denunciò. Così il ragazzo decise di liberarsene con l'aiuto del 53enne. I due nel 2019 sono stati condannati in via definitiva, rispettivamente a 30 anni e a 18 anni e 9 mesi.
Estranee all'omicidio ma coinvolte nella truffa ai danni della 49enne anche due donne, Efisia Rossignoli e la madre di Defilippi, Caterina Abbattista. La prima ha patteggiato un anno e due mesi; la seconda, al termine di un processo celebrato con rito ordinario conclusosi nel 2024, è stata condannata a 12 mesi.
Il 12 febbraio è uscito nelle sale italiane un film ispirato al delitto di Gloria Rosboch, ‘La Gioia', diretto da Nicolangelo Gelormini e Valeria Golino nei panni della protagonista.
Chi era Gloria Rosboch, l'insegnante uccisa da Gabriele Defilippi
Gloria Rosboch, 49 anni, risiedeva a Castellamonte, un piccolo comune del Canavese situato a circa 50 chilometri da Torino. La donna viveva in casa con gli anziani genitori, era insegnante di francese nella scuola media Cresto. La mattina faceva lezione e il pomeriggio correggeva compiti e si occupava della casa e dei familiari.
Aveva una vita abbastanza routinaria, non aveva mai avuto un fidanzato, pochi amici, non faceva grande vita sociale. Andava a messa il sabato, ma non partecipava alle attività parrocchiali. Amava i suoi gatti ed era una grande tifosa della Juventus.
Nei giorni successivi alla sua scomparsa e al ritrovamento del cadavere, fu descritta da chi la conosceva come una donna semplice e molto fragile. A sconvolgere la semplicità della sua vita sarà l'incontro con Defilippi che si approfitterà della sua fragilità.
Il rapporto con Gabriele e la denuncia per truffa
Gabriele Defilippi, 21 anni, era considerato un bel ragazzo e con un grande fascino. Gloria lo conosceva da quando era un ragazzino, era un suo ex allievo e lei gli faceva ripetizioni. I due, che si erano persi di vista dopo le scuola, nel 2012 si erano incontrati di nuovo.

Avevano iniziato ad avere un rapporto molto stretto, il ragazzo aveva raccontato a Rosboch di essere un broker finanziario e le aveva promesso un futuro insieme in Costa Azzurra. La donna provava un profondo affetto per lui, un ‘amore' di cui Defilippi si era approfittato.
Era riuscito infatti a convincerla a farsi consegnare tutti i suoi risparmi, 187mila euro, per realizzare i progetti che stavano facendo insieme. La 49enne gli aveva consegnato il denaro, poco dopo aveva scoperto che la società in cui Defilippi avrebbe dovuto investirli per lei non esisteva.
Per questo, dopo aver scoperto di essere stata truffata, nel settembre 2015 Rosboch aveva deciso di denunciare l’ex allievo e, anche con l'assistenza di un legale, insisteva affinché lui le restituisse ciò che gli aveva dato.
La scomparsa, il ritrovamento del cadavere e la confessione di Obert
Alla fine del mese di gennaio 2016 la Procura di Ivrea aveva aperto un’inchiesta per omicidio, a carico di ignoti, in seguito alla scomparsa di Gloria che era improvvisamente sparita, senza dare spiegazioni. Il 13 gennaio era uscita dall'abitazione in cui viveva con i genitori e non vi aveva fatto più rientro.
Il corpo della 49enne venne ritrovato il 19 febbraio nella vasca di scolo di una discarica nei boschi di Rivara. Defilippi fu fermato insieme a un altro uomo, Roberto Obert, 53 anni, con cui il giovane aveva una relazione: i due erano amanti.
A indicare il luogo del ritrovamento era stato proprio il 53enne. E durante un lungo interrogatorio, durato fino a tarda notte, era arrivata la confessione. La professoressa era stata strangolata il giorno stesso della sua scomparsa, attirata in trappola con la scusa della restituzione dei 187mila euro.
In quell'occasione i due indagati si accusarono a vicenda. Il movente dell'omicidio, spiegarono, era la denuncia per truffa. "La ricostruzione dei fatti fornita da Defilippi e Obert è stata di una freddezza impressionante, nei due la mancanza di umanità è sconvolgente", aveva raccontato il procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando.
Le indagini
Stando a quanto emerso dalla confessione e confermato dalle successive indagini, il 13 gennaio Gabriele aveva dato appuntamento a Gloria dicendole che le avrebbe restituito il denaro. I due si erano incontrati nei pressi di una rotonda fuori dal paese e la 49enne era salita a bordo di un'auto.
Alla guida c'era Obert, presentato come avvocato, lei sedeva sul lato passeggero, mentre il più giovane dei tre era dietro. Convinta a spegnere il cellulare con una scusa, "Lui la intortava, ma lei si fidava di Gabriele", aveva raccontato Obert, la donna era stata portata nella discarica e qui il ragazzo l'aveva strangolata.

Con l’aiuto di Obert, Defilippi aveva quindi nascosto il cadavere. L'autopsia confermerà successivamente la causa della morte.
"Defilippi […] ha fatto leva proprio su questa base di ingenuità e ricerca di affetto e di un ascolto altro rispetto a quello nutrito e ricevuto dai suoi genitori, amici e colleghi”, spiegarono gli psicologi del Reparto analisi criminologiche (Rac) che studiarono le personalità della vittima e dell'assassino.
Il ruolo della mamma di Defilippi e di Efisia
Nella truffa ai danni della 49enne, ma non nell'omicidio, furono coinvolte anche due donne. La mamma di Defilippi, Caterina Abbattista, infermiera, all'epoca 45enne, ed Efisia Rossignoli, 44 anni.

Quest'ultima, cameriera di professione, sposata e con due figli, aveva finto di essere una direttrice di banca per rassicurare Gloria Rosboch quando aveva iniziato a nutrire dubbi sulla possibilità di affidare i suoi soldi a Defilippi.
Inizialmente sospettata di aver aiutato gli assassini nelle ore successive il delitto, venne scagionata da questa accusa. Anche Abbattista in un primo momento fu indagata per omicidio in concorso, ma dalle indagini e dal processo emerse solo la sua collusione nella truffa.
Secondo i giudici, la donna aveva "avuto consapevolezza e partecipazione in tutta la fase che costituisce il movente dell’omicidio di Gloria Rosboch”.

Il processo e le condanne per il caso Rosboch
Nel 2017 si era aperto il processo di primo grado e il 17 settembre era stata emessa la prima condanna: 30 anni di reclusione per Defilippi come autore materiale del delitto, 19 per Obert. Nel 2019 la Cassazione, accogliendo la richiesta della procuratrice generale Pina Casella, aveva confermato la condanna per il primo e ridotto la pena per il secondo a 18 anni e 9 mesi.
Per Rossignoli era stato accolto il patteggiamento a un anno e 11 mesi. Nel 2022 è diventata definitiva la condanna di Abbattista per concorso in truffa ai danni di Rosboch.
Riconosciuta l’estraneità al delitto e appurato il coinvolgimento nella frode, era stata condannata prima a 14 mesi, ridotti a 12 dalla Corte d'Appello di Torino. La Cassazione aveva quindi confermato la decisione di secondo grado.