Il boss dei casalesi Sandokan rompe il silenzio: “Voglio parlare con i giudici”
Dopo anni di assoluto mutismo sulle attività criminali personali e del gruppo del clan dei casalesi di cui era al comando, lo storico boss di camorra Francesco Schiavone detto "Sandokan" rompe il silenzio e chiedi di parlare con i magistrati. "Sono disponibile a parlare con il pubblico ministero" ha annunciato infatti a sorpresa il boss che, dopo l'arresto avvenuto a Casal di Principe nel luglio del 1998, è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza del nord Italia sotto il regime del 41 bis. Per il suo annuncio Sandokan Schiavone ha scelto l'udienza del processo "Ammutinato più 60" che era in corso giovedì pomeriggio davanti ai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano.
Non si sa cosa voglia rivelare in particolare Schiavone ai magistrati, ma sicuramente il boss tiene a scolparsi di alcune accuse rivoltegli da altri pentiti di camorra, come ha spiegato lui stesso nella breve dichiarazione in aula dopo aver chiesto la parola i giudici. "Sono stufo di essere tirato in ballo da tutti per fatti che non ho commesso, io voglio spiegare la mia estraneità ai fatti" ha dichiarato infatti Francesco Schiavone. Dopo la sua richiesta il pm dell’antimafia, Maurizio Giordano, ha chiesto la trasmissione del verbale di udienza alla procura. Il giudice del dibattimento, Gianpaolo Guglielmo, ha dato il via libera alla trasmissione degli atti che ora sono al vaglio dei pm.