Il bacio al poliziotto? E’ stata una provocazione: “Nessun messaggio di pace”

A cura di D. F.
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Parla la ragazza protagonista del bacio al poliziotto durante la manifestazione No Tav di sabato. Un messaggio di distensione? Un segno di riconciliazione con lo stato? No, una “presa per il culo”.

L'immagine è di quelle destinate a fare il giro del mondo: la useranno ai quattro angoli del pianeta per ribadire – ancora una volta – l'arma più efficace contro le sopraffazioni è l'amore, la ricerca di un colloquio, il riconoscimento che un uomo in divisa è un tuo simile. Eppure nelle intenzioni di Nina De Chiffre, la ventenne studente di Medicina a Milano immortalata nello scatto, non c'era nulla del genere. Nessuna voglia di riappacificarsi, nessuna "riconciliazione" tra stato e cittadino. Nulla di tutto ciò, e a spiegarlo è stata lei stessa: "Quella era una provocazione", spiega al quotidiano Valsusa Oggi, aggiungendo poi: "Si baciano dei rospi per non prendersi troppo sul serio. E’ sempre molto divertente vedere come vengono reinterpretate le foto. Non avevo nessuna voglia di manganello, nessuna pulsione frustrata, non c’è nessun messaggio di pace. Stavo pigliando per il culo una schiera di poliziotti in anti sommossa, che ci impedivano la strada, dato che loro, per regolamento, non possono reagire a nessuno stimolo proveniente dai manifestanti. E mi disgusta il modo in cui viene usata questa foto, che per me poteva avere come unica interpretazione: la divisa la accetto solo a letto (…). Nessun messaggio di pace, anzi, questi porci schifosi li appenderei solo a testa in giù, dopo quello che è successo a Marta, compagna molestata e picchiata. Quindi, con buona pace dei pacifisti, moralisti, benpensanti, yuppie e cristianotti, sono contraria alle forze dell’ordine, lo stavo sfottendo alla grande, ed il fotografo è stato fortunato…".

La frase in questione, apparsa già ieri sul profilo facebook della giovane, ha tuttavia suscitato molte polemiche. E' lei stessa a chiarire, affermando che si riferisce solo alla vicenda di Marta, la ragazza pisana che raccontò di essere stata molestata da uomini in divisa in Val di Susa: "Essere poliziotto é una scelta, ma in essa vi sono molte declinazioni possibili.

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