I dolori all'addome, apparentemente inspiegabili, poi la corsa in ospedale per scoprire che si sta per partorire un figlio di cui non si sapeva assolutamente nulla. E' accaduto in provincia di Lecce, dove una donna ha dato alla luce Beatrice, una bambina nata prematura a sette mesi dopo una gestazione di cui la madre non si era accorta: "Mia figlia stava male – dice nonno Giacomo a Leggo -, ero convinto che avesse qualcosa di brutto e invece mi ha donato la mia seconda e splendida nipotina. Ma adesso qualcuno deve pagare, qualcuno deve assumersi la responsabilità di essersi comportato con leggerezza. Mia figlia e mia nipote potevano morire".

"Il 10 febbraio scorso – prosegue ancora l’uomo – mio genero ci chiama a mezzanotte per comunicarci che mia figlia stava male, aveva dei dolori addominali fortissimi. Una volta giunti nella sua casa, a pochi metri dalla nostra, mia figlia riversa nel letto, piangendo mi supplicava di aiutarla: “Sto morendo papà, aiutami”, mi diceva". La donna viene accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale di Lecce, dove i medici le diagnosticano un banale problema intestinale somministrandole calmanti e clisteri. Due giorni dopo, però, i dolori lancinanti tornano e ancora una volta i dottori pensano si tratti di un banale mal di pancia.

Lunedì scorso, tuttavia, il caso si ripete: alle 7 e 30 del mattino il marito della ragazza torna a dare l'allarme: "Mia figlia – racconta l'uomo – era peggiorata, passo dalla guardia medica ma non era in sede, chiedo aiuto ad un medico ma non poteva venire nemmeno lui. In quel momento, credetemi, avrei fatto l’irreparabile pur di salvare mia figlia. Ritorniamo per la terza volta al pronto soccorso e mia figlia, ritenuta un codice bianco, viene rimandata via, non c’erano medici. Abbiamo deciso di portarla al medico di famiglia, mentre lei si dimenava con i dolori sempre fortissimi. Una volta giunti dal medico, mi consiglia di non perdere tempo, vista la gravità e le condizioni dell’addome, di fare subito un’ecografia e di portarla all’ospedale di Copertino. Così faccio. Arriviamo a Copertino alle 8.40, mia figlia entra, ci chiamano dopo 2, 3 minuti per comunicarci che era incinta: nemmeno mia figlia sapeva nulla". Fortunatamente la piccola Beatrice è stata fatta nascere e ora sta bene.