I magistrati: “De Santis non era solo: con lui altri 4”

A cura di D. F.
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L’ex ultrà della Roma, legato ad ambienti dell’estrema destra, sarebbe stato in compagnia di altri quattro uomini che indossavano caschi neri.

Daniele De Santis, l'uomo accusato di aver aperto il fuoco verso il tifoso romanista Ciro Esposito, no era solo: con lui, infatti, erano presenti almeno altre quattro persone, indossavano tutte un casco integrale nero. Ne sono convinti i magistrati di Roma che stanno conducendo le indagini sui tragici fatti di sabato scorso a Roma: secondo alcune testimonianze dopo il ferimento di Esposito i sodali di De Santis se ne sarebbero andati, seguendo un persorso differente rispetto a quello dell'ex ultrà, personaggio tra l'altro legato ad ambienti dell'estrema destra capitolina.

De Santis, dopo aver partecipato all'assalto di un pullman con dentro un gruppo di tifosi del Napoli, si sarebbe dato alla fuga lungo un vicolo: vistosi in difficoltà secondo i magistrati avrebbe aperto il fuoco ferendo gravemente Ciro Esposito, ma coinvolgendo anche Alfonso Esposito e Gennaro Fioretti, indagati per rissa. Una consulenza balistica tenterà nei prossimi giorni di stabilire la reale distanza tra i tre napolitani e il romano.

Nel Frattempo De Santis continuerà a rimanere in carcere a causa della sua "natura incontenibile e specialmente violenta, la comprovata incapacità a misurare la gravità delle proprie azioni ed un generale atteggiamento di sfida nei confronti dell’ordinamento e delle sue regole". A scriverlo è il gip Giacomo Ebner sostenendo come "ogni altra misura, al di fuori della custodia cautelare in carcere, risulti inadeguata". Per il magistrato, "allo stato della documentazione in atti, si ritiene individuato in De Santis l’autore dei colpi d’arma da fuoco".

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