Ha 16 anni e non vede bene, l’Ausl le dà appuntamento al 2028 per un oculista. Il padre: “Costretti a visita privata”
Fanpage.it raccoglie testimonianze di cittadini che hanno dovuto fare i conti con liste d'attesa troppo lunghe, difficoltà a prenotare visite ed esami o prestazioni sanitarie rinviate. Chiunque voglia raccontare la propria esperienza può scriverci a segnalazioni@fanpage.it.
Una visita oculistica completa prescritta a giugno 2026, ma con un appuntamento fissato dall'AUSL per il 29 dicembre 2028. È quanto racconta a Fanpage.it Luigi, un padre di Parma, che ha segnalato il caso dopo aver letto la notizia della donna di 102 anni a cui era stata assegnata una visita oculistica nel febbraio 2028. Questa volta, a dover attendere oltre due anni per una prestazione specialistica è una ragazza di 16 anni.
La figlia è miope e, come racconta il padre, negli ultimi mesi aveva iniziato a vedere peggio. "Ha lamentato a maggio di cominciare a vederci male, di non vederci più bene come prima", spiega. La famiglia si è quindi rivolta al medico di base per ottenere una prescrizione che consentisse di effettuare una visita oculistica completa e verificare se fosse necessario aggiornare le lenti degli occhiali. La ricetta è stata emessa il 26 giugno 2026 con classe di priorità D, cioè differibile, e un tempo massimo di attesa indicato in 30 giorni.
Quando la famiglia ha effettuato la prenotazione attraverso il Fascicolo sanitario elettronico, però, la prima data disponibile comunicata dal sistema sarebbe stata quella del 29 dicembre 2028. Una distanza di circa due anni e mezzo dalla prescrizione. "La prenotazione è stata fatta dalla mia ex moglie e io posso vedere l'appuntamento soltanto attraverso il Fascicolo sanitario", racconta il padre.
Di fronte a una data così lontana, l'uomo ha deciso di contestare formalmente i tempi di attesa, affidandosi al Coordinamento provinciale Sostegno Salute di Noceto. Nella richiesta inviata all'AUSL viene chiesto che la visita sia garantita entro il termine previsto dalla classe di priorità indicata dal medico. In alternativa, il genitore domanda di poter ricorrere a una prestazione in regime di libera professione intramuraria, senza dover sostenere costi aggiuntivi.

La risposta dell'AUSL di Parma: "Attendete la chiamata degli operatori…"
Alla richiesta ha risposto il 20 ottobre l'Ufficio relazioni con il pubblico dell'AUSL di Parma. Nella comunicazione, l'azienda spiega che la gestione delle preliste non rientra nelle competenze dell'URP e che gli utenti inseriti in questo sistema vengono ricontattati dagli operatori "in ordine di registrazione, e in base alla priorità e al quesito diagnostico indicati dal prescrittore".
L'indicazione fornita alla famiglia è quindi semplicemente quella di attendere la chiamata per ricevere un nuovo appuntamento. L'ufficio precisa inoltre di aver trasmesso la segnalazione al servizio competente, affinché possa ricontattare il genitore.
Nella stessa risposta l'AUSL affronta anche la questione del possibile ricorso a una visita privata. Secondo quanto comunicato dall'azienda sanitaria, in Emilia-Romagna non è previsto il rimborso di una prestazione effettuata privatamente o in regime di libera professione qualora il servizio pubblico non riesca a rispettare i tempi di attesa previsti dalla classe di priorità. L'azienda richiama, a sostegno di questa posizione, la normativa regionale e il sistema delle preliste introdotto per gestire le richieste che non trovano immediata disponibilità nelle agende.
Al momento, l'unica strada che Luigi considera concretamente percorribile è quella di rivolgersi a una struttura privata, pagando di tasca propria la visita oculistica della figlia. "Adesso mi adopererò per prenotare una visita privata, a pagamento mio, senza avere alcun rimborso dall'AUSL e soprattutto senza contare sulla sanità pubblica", spiega.