Giulio Razzano morto a 20 anni, si indaga per istigazione al suicidio: l’ombra del bullismo dietro il gesto

A 20 anni è stato trovato morto sul fondo della gravina di Castellaneta, in provincia di Taranto: Giulio Razzano era uscito di casa nel pomeriggio di martedì scorso per non farvi più ritorno. Il 20enne si sarebbe tolto la vita e la Procura di Taranto sta indagando sul gesto estremo: l'ipotesi è che ci siano dei bulli dietro la disperata decisione di suicidarsi. Si indaga per istigazione al suicidio.
Giulio si era diplomato l'anno scorso al liceo Orazio Flacco della propria città ed era incerto se iscriversi al Dams per studiare arte. Il 20enne, figlio di un finanziere e un'operatrice turistica, viene descritto dagli ex compagni di scuola come un ragazzo aperto e socievole, spiritoso e disponibile. Amava il teatro e avrebbe voluto fare l'attore.
Secondo chi indaga, sarebbe rimasto vittima dei bulli per alcune dicerie sul suo orientamento sessuale. Gli inquirenti stanno passando al setaccio il contenuto del cellulare di Giulio e stanno ascoltando chi lo conosceva. Dallo smartphone potrebbero emergere elementi importanti che potrebbero ricomporre il quadro delle amicizie, passate e recenti, del 20enne. La famiglia di Giulio è molto nota a Castellaneta: papà e fratello sono finanzieri, mentre la mamma è un'operatrice turistica che lavora spesso all'estero. Il sindaco Gianni Di Pippa ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali.
Secondo quanto ricostruito, Giulio era uscito di casa per andare in palestra ma aveva lasciato a casa il borsone con l'occorrente, il portafogli e i documenti. Le telecamere stradali hanno seguito il suo percorso e il cellulare è stato agganciato per l'ultima volta dalla cella telefonica di Belvedere Caporlando, dove poi il corpo del 20enne è stato ritrovato.