Giulio, 70 anni: “Anche io ho scelto Fuerteventura dopo la pensione, sto bene ma non ci sono solo aspetti positivi”

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Playa Chica a Puerto del Rosario (Fuerteventura).
Giulio, 70 anni, vive a Fuerteventura dopo essere andato in pensione. A Fanpage.it ha raccontato di essere felice della sua scelta, ma ha voluto ridimensionare il racconto eccessivamente positivo che viene fatto dell’isola: “I pezzi non sono inferiori rispetto all’Italia e anche gli affitti sono alti. Nei supermercati manca la varietà dei prodotti”.

La redazione di Fanpage.it raccoglie le testimonianze di chi ha deciso di lasciare l'Italia e cambiare vita. Se anche tu hai una storia da raccontare al nostro giornale, puoi farlo cliccando a questo link.

"Ho scelto di vivere a Fuerteventura dopo essere venuto qui in vacanza per diverse volte e 10 anni fa ho comprato casa. All'inizio facevo un po' avanti e indietro dall'Italia perché ancora lavoravo, poi quattro anni fa sono andato in pensione, mi sono trasferito in pianta stabile e mi sono iscritto all'Aire".

A raccontare la sua storia di emigrazione a Fanpage.it è Giulio, 70 anni, che ha scritto al nostro giornale dopo aver letto la storia pubblicata pochi giorni fa su Maurizio, un altro connazionale che ha deciso di cambiare vita trasferendosi nell'isola spagnola dopo il pensionamento.

Giulio, che vive nella capitale, Puerto del Rosario, ci dice di non condividere la visione solo positiva dell'isola che altri italiani che vivono a Fuerteventura spesso condividono.

"Sono felice di vivere qui, ma spesso si descrive la situazione in un modo che, secondo me, è lontano dalla realtà", spiega. "Non voglio dire che si sta male, ma mancano tante cose che invece ci sono in Italia", precisa.

Un primo aspetto che Giulio tiene a sottolineare, è la questione del costo della vita: "Sono tornato a luglio e nei supermercati a Milano e Padova ho trovato gli stessi prezzi. Il problema è che la scelta che c'è in Italia, qui a Fuerteventura non c'è. Non c'è una grande varietà nei prodotti, ogni tanto arriva il pesce fresco, ma spesso si acquista quello congelato".

"Anche per la benzina, per cui sono previste delle agevolazioni, prima costava 80 centesimi e ora costa 1.50 euro. Anche nei ristoranti i prezzi sono come in Italia", aggiunge.

Un'altra questione che viene segnalata dal nostro lettore è quella degli affitti che dopo il Covid sono notevolmente aumentati: "Da un lato ci sono pochissime case e dall'altro non le affittano a meno di 800 euro. Per acquistarne una da 100 metri quadri, invece, ne servono circa 250mila".

Anche sul tema della sanità, Giulio ci tiene a specificare che "è migliore in Italia". E sulla delinquenza ci spiega che negli ultimi anni è aumentata, soprattutto nelle zone turistiche. Inoltre, il rapporto tra la comunità italiana e la popolazione locale a Fuerteventura è stato segnato da crescenti tensioni legate alla crisi abitativa e alla gestione del turismo di massa.

La forte presenza di residenti italiani, stimata in oltre 5mila persone, si inserisce in un contesto di crescente insofferenza generale contro la turistificazione e la speculazione immobiliare nell'arcipelago delle Canarie. "C'è stata un'emigrazione un po' selvaggia", commenta Giulio.

"La nostra quotidianità ora è qui e per uscire dalla routine ora torno in Italia. – ci racconta ancora – Io non mi lamento di dove vivo, mi mancano alcune cose del nostro Paese". Una scelta di vita che Giulio rifarebbe, se potesse tornare indietro.

Ci spiega infatti di non voler rinnegare la sua decisione di lasciare l'Italia, ma nemmeno di dipingere la sua nuova vita come un sogno: "Qui si sta bene e la vita scorre tranquilla, ci sono sicuramente dei ritmi diversi, ma non si possono sottolineare solo gli aspetti positivi, bisogna considerare anche quelli negativi".

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