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Non c’è un solo dato economico positivo in Italia e nessuno ha la più pallida idea di come uscirne

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Crescita, prezzi, debito, spread: non c’è un dato positivo per l’economia italiana, dopo cinque anni di governo Meloni. Ma di tutto si parla, tranne di come uscirne.

Sul Titanic, l’orchestrina suonava mentre la nave affondava. In Italia, l’orchestrina della politica parla di legge elettorale, di primarie, di quando andare al voto, di chi elegge il presidente della repubblica. E intanto, nel Paese reale vengono al pettine tutti i nodi di cinque anni disastrosi sotto ogni punto di vista.

Il prodotto interno lordo cresce di un asfittico 0,2% nel secondo trimestre, che porta a 0,8% la crescita acquisita per il 2026. Che è il nulla anche in temi normali, ma che diventa meno del nulla se consideriamo che nel frattempo i prezzi aumentano del 4,2%, causa Trump e Netanyahu – grazie sempre.

È una combinazione, quella tra stagnazione e inflazione, che è due volte un problema: il primo perché Il potere d’acquisto delle persone diminuisce di giorno in giorno. Il secondo, perché è una trappola da cui è difficilissimo uscire: se stimoli l’economia, crescono i prezzi. Se vuoi contenere i prezzi, deprimi ulteriormente la crescita.

L’unica mossa possibile è uno stimolo poderoso all’economia, tagliando le tasse e aumentando la spesa sociale. Il problema numero tre è che non hai i soldi per farlo, perché siamo ancora in procedura d’infrazione per deficit eccessivo.

Non bastasse, sta pure crescendo lo spread, ieri quasi a quota 120, perché pure il nostro debito – visto quanto poco cresciamo – comincia a essere un osservato speciale dai mercati.

Dietro questi dati, spiacenti, ma non c’è nulla di buono. Non c’è un piano uno, per rilanciare l’economia, né dalla maggioranza, né dalle opposizioni di sinistra, di centro e di destra, come se nessuno abbia uno straccio di idea su come uscirne.

Si parla d’altro, semplicemente. E se il discorso non è autoreferenziale – la politica che parla di sé, delle sue regole, delle sue alleanze, come se  fuori non ci fosse un Paese reale che aspetta risposte -, diventa pura distrazione di massa: il burqa, i maranza, gli sbarchi, un capro espiatorio alla bisogna su cui sfogare la rabbia.

Non serve a nulla, però almeno distrae. E magari la gente si dimentica chi ci ha portato qui, sull’orlo del burrone.

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