La donna che vedete nella foto è Antonella De Blasi, vedova dal 2005 perché suo marito Giorgio Lorefice, vigile del fuoco, perse la vita durante un intervento per del GPL fuoriuscito da un'autobotte che si incendiò e poi provocò una violentissima esplosione a Serra Riccò, Genova. Lorefice rimase ucciso e sette suoi colleghi rimasero feriti, anche con danni permanenti. A Antonella è stata consegnata una medaglia al valor civile dall'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ma la battaglia giudiziaria sembra non voler finire. Nella sentenza civile di primo grado il giudice Cristiana Buttiglione ha quantificato il danno dell’esplosione in circa un milione e duecentomila euro: 750 mila dovuti agli eredi Lorefice e 450 mila euro agli altri pompieri.

Una delle assicurazioni però (la HDI) ha presentato ricorso contro la sentenza perché secondo loro «l’esplosione è da addebitare a un intervento negligente/imprudente dei vigili del fuoco» che «avrebbero dovuto allontanarsi per la loro incolumità». In sostanza secondo la compagnia assicurativa i vigili del fuoco non avrebbero dovuto preoccuparsi di salvare vite ma avrebbero dovuto occuparsi solo della propria.

«Cosa si aspettavano dai Vigili del fuoco, che se ne andassero?», si chiede Antonella, a cui rimane del marito il dolore, quel casco che stringe tra le braccia e la dignità di un uomo che ha deciso di sacrificare la propria vita per amore del proprio mestiere. A volte nelle pieghe dei processi si nascondono umiliazioni che rendono il dolore ancora più pungente e può succedere che la morte di un proprio chiaro sanguini ancora anche molti anni dopo.

La famiglia Lorefice non ha nemmeno la serenità di poter credere che Giorgio sia morto svolgendo il proprio dovere, no, ma deve superare anche lo scoglio del dubbio più turpe: che sia stato uno stupido a volere svolgere le sue mansioni. Il sindacato dei Vigili del Fuoco ha già annunciato una manifestazione e in molti hanno reso pubblico il proprio sdegno. A Antonella e alla sua famiglia non resta che augurare di essere forti, forti e coraggiosi, com'è stato Giorgio. E sperare che la giustizia non affili troppo le lame prima di arrivare.