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Giallo sulla morte di Gilberto Sacrati: non era solo, nella sua casa bicchieri e quadri in frantumi

L’ex patron della Fortitudo basket è morto giovedì scorso nel suo appartamento a Casalecchio di Reno, dove era agli arresti domiciliari.
A cura di Davide Falcioni
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Gilberto Sacrati, ex patron della Fortitudo basket morto giovedì scorso nel suo appartamento a Casalecchio di Reno, potrebbe non essere deceduto per cause naturali. È quanto emerso dalle prime indagini; l'uomo era detenuto ai domiciliari, dopo che nel 2018 era stato condannato e tre anni e mezzo di reclusione per il fallimento della società Ripresa e a quattro anni per il crac della Fortitudo. La pena era poi stata ridotta dopo altri due gradi di giudizio. Proprio la prossima settimana avrebbe dovuto discutere la propria posizione davanti al tribunale di sorveglianza.

L'uomo, 63 anni, era gravemente malato da tempo, ma la stessa figlia che lo aveva visitato da poco lo aveva trovato in buone condizioni. Insieme alla madre, ex moglie di Sacrati, è stata a lungo sentita dai carabinieri, proprio per far luce su eventuali anomalie nelle ultime ore dell'ex imprenditore.  In particolare a gettare qualche ombra sulla vicenda è il fatti che poco prima di morire Sacrati non era solo in casa. Insieme a lui infatti c'era una donna, già in passato segnalata dai carabinieri alla Procura generale perché non autorizzata ad incontrare il 63enne.

Sarebbe stata proprio questa persona, a quanto si apprende, ad dare l'allarme al 118. Quando però i sanitari hanno raggiunto l'abitazione di Sacrati, la scena che si è presentata ai loro occhi li ha allarmati indicendoli ad allertare i carabinieri. Nel soggiorno del monolocale dell'uomo, infatti, sono stati trovati cocci di bicchieri rotti, mentre alcuni quadri erano a terra, con le cornici infrante. Come se in quella stanza fosse avvenuta una violenta lite, se non addirittura una colluttazione.

Per questa ragione gli uomini dell’Arma hanno deciso di vederci chiaro, anche se sulla vicenda per ora non è stato aperto un fascicolo dalla Procura. Tuttavia l’avvocato di Sacrati, Gabriele Bordoni, che lo stava assistendo nell’ambito delle sue vicende giudiziarie, ha inoltrato due segnalazioni formali, alla Procura generale e alla Procura della Repubblica, dando conto dell’accaduto e stimolando eventuali indagini (per esempio, un’autopsia) date le anomalie notate dai carabinieri e poi riportate ai familiari di Sacrati.

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