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30 Ottobre 2021
21:11

G20 Roma, per ora solo “bla bla”: nessun impegno concreto sul clima

Il G20 confermerà l’intenzione di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi ma eviterà di indicare impegni stringenti. È quanto emerge da una bozza del comunicato finale riportata da Reuters sul sito e confermata da fonti Ue. Fonti di Palazzo Chigi: “Le bozze finora trapelate sono versioni preliminari”.
A cura di Davide Falcioni
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Il G20 confermerà l'intenzione di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi ma eviterà di indicare impegni stringenti. È quanto emerge da una bozza del comunicato finale riportata da Reuters sul sito e confermata da fonti Ue: "Rimaniamo impegnati nell'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2°C e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5" con "azioni significative ed efficaci" dei Paesi. Non si menziona tuttavia, come nella bozza precedente, la necessità di "azioni immediate" e non c'è un riferimento all'obiettivo di emissioni zero entro il 2050 salvo un generico "entro la metà del secolo". Insomma, la prima giornata di lavori del G20 si conclude con l'ennesimo "nulla di fatto": nessun impegno concreto per tentare di fermare i cambiamenti climatici, solo vaghe intenzioni. Fonti di palazzo Chigi citate dall'Ansa precisano comunque che "le bozze finora trapelate sono versioni preliminari: gli sherpa sono al lavoro e continueranno per tutta la notte la loro sessione".

Eppure – almeno stando alle dichiarazioni di questa mattina – sembravano esserci i presupposti per una discussione prolifica e utile. Il "padrone di casa" Mario Draghi aveva indicati i principali temi da affrontare: "Dalla pandemia al cambiamento climatico, alla tassazione giusta ed equa, andare da soli semplicemente non è un'opzione percorribile – continua Draghi – Dobbiamo fare tutto il possibile per superare le nostre differenze e dobbiamo riaccendere lo spirito che ha portato alla creazione di questo gruppo". Per il momento, però, tali differenze sembra non siano state colmate.

A chiedere a gran voce impegni precisi a Roma sono state le decine di migliaia di manifestanti che hanno partecipato al corteo contro il G20: "Come accade ad ogni edizione, i rappresentati di soli 20 paesi continueranno a decidere le sorti del mondo intero, guidati dai consigli delle grandi multinazionali e silenziando le richieste della società civile, sistematicamente esclusa dalle discussioni – dichiarano gli organizzatori – Faremo sentire le nostre voci in piazza, perché l'alternativa che vogliamo è la convergenza delle lotte per la giustizia climatica, sociale e di genere per la dignità delle persone e del lavoro, per liberare il mondo da armi, muri, razzismi e fascismi, per la rivoluzione della cura. L'alternativa è possibile, necessaria, e parte da tutti noi".

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